Un motociclista di 39 anni ha perso la vita nella serata di ieri in un grave incidente stradale avvenuto lungo la Strada Statale 113, nel territorio di Isola delle Femmine, alle porte di Palermo. La vittima è Gianluca Rubino, dipendente dell’AMAT e residente nell’area metropolitana palermitana.
L’incidente si è verificato intorno alle 21 nei pressi del sottopassaggio della SS113, poco prima dell’ingresso dell’area commerciale di Tecnomat. Secondo una prima ricostruzione, l’uomo stava percorrendo il tratto stradale a bordo della sua Moto Guzzi quando, per ragioni ancora da chiarire, avrebbe perso il controllo del mezzo andando a schiantarsi contro un palo.
I soccorsi sono stati immediatamente allertati e sul posto sono intervenute due ambulanze del 118. Nonostante i tentativi di rianimazione, i sanitari non hanno potuto fare altro che constatare il decesso del motociclista a causa delle gravi lesioni riportate nell’impatto.
Le forze dell’ordine hanno eseguito i rilievi tecnici necessari per ricostruire l’esatta dinamica dell’accaduto. Al momento non risultano coinvolti altri veicoli, ma ogni ipotesi resta aperta.
Tra gli elementi al vaglio degli investigatori vi sono eventuali condizioni del manto stradale che potrebbero avere contribuito alla perdita di controllo del motociclo. Non viene inoltre esclusa la possibilità di un improvviso malore che avrebbe colto il conducente durante la marcia.
Gli accertamenti proseguiranno nelle prossime ore anche attraverso l’analisi delle testimonianze raccolte sul posto e degli eventuali sistemi di videosorveglianza presenti nella zona.
La notizia della morte di Gianluca Rubino ha suscitato profondo cordoglio tra colleghi e conoscenti. Il 39enne lavorava per l’AMAT, l’azienda che gestisce il trasporto pubblico locale nel capoluogo siciliano, ed era conosciuto nell’ambiente lavorativo e nella comunità palermitana.
“La vita sa essere davvero ingiusta. Te ne sei andato troppo presto a 39 anni, Gianluca Rubino, – scrive Giovanni su facebook – su quella moto che amavi tanto. Più che un collega, eri un punto di riferimento e un amico. Non riesco ancora a crederci. Fai buon viaggio, non ti dimenticheremo. Riposa in pace”.
L’uomo lascia la moglie e una figlia. Numerosi i messaggi di vicinanza alla famiglia comparsi nelle ore successive alla tragedia.




