Chi ha aderito alla rottamazione quinquies o è in regola con la precedente definizione agevolata delle cartelle potrà continuare a incassare i pagamenti della Pubblica amministrazione senza subire trattenute almeno fino al 31 luglio 2026. La novità riguarda soprattutto professionisti e lavoratori autonomi, per i quali dal 15 giugno è entrata in vigore la stretta sui compensi erogati dalla PA in presenza di debiti fiscali superiori a 5.000 euro.
Le nuove regole sui pagamenti della PA
Dal 15 giugno si applicano le modifiche introdotte dall’ultima legge di Bilancio e corrette dal decreto fiscale: le amministrazioni pubbliche devono verificare la posizione debitoria dei professionisti prima di effettuare il pagamento delle fatture.
La verifica riguarda ora anche i compensi inferiori a 5.000 euro relativi a redditi di lavoro autonomo. Se il professionista ha cartelle esattoriali per almeno 5.000 euro, la PA può versare direttamente all’Agenzia delle Entrate-Riscossione la somma necessaria a coprire il debito, pagando al professionista solo l’eventuale importo residuo.
Per i pagamenti superiori a 5.000 euro resta invece il tradizionale meccanismo di blocco previsto dall’articolo 48-bis del DPR 602/1973.
Rottamazione quinquies: perché scatta lo scudo
L’adesione alla rottamazione quinquies sospende gli effetti delle cartelle inserite nella definizione agevolata. In pratica, chi ha presentato domanda di adesione viene considerato in un percorso di regolarizzazione e, fino alla scadenza della prima rata, non subisce le trattenute della PA sui carichi rottamati.
Lo stesso principio vale per chi è in regola con i pagamenti della rottamazione quater. Per entrambe le misure, però, la protezione riguarda soltanto i debiti inclusi nella definizione agevolata: eventuali altre cartelle non rottamate possono comunque far scattare il blocco o la trattenuta dei compensi.
La scadenza del 31 luglio 2026
Il primo vero spartiacque sarà il 31 luglio 2026, data fissata per il pagamento della prima o unica rata della rottamazione quinquies. Chi non verserà l’importo dovuto perderà automaticamente anche la protezione dai controlli della Pubblica amministrazione sui pagamenti.
In sintesi:
- chi ha aderito alla rottamazione quinquies è protetto dalle trattenute sulle fatture PA fino al 31 luglio 2026;
- chi è in regola con la rottamazione quater mantiene lo stesso beneficio;
- chi non paga la prima rata entro il 31 luglio 2026 perde lo scudo e torna esposto ai blocchi della PA;
- i debiti non inclusi nella definizione agevolata restano comunque rilevanti ai fini delle verifiche.
Il contesto normativo
Il meccanismo dei controlli sui pagamenti della Pubblica amministrazione esiste dal 2007 ed è disciplinato dall’articolo 48-bis del DPR 602/1973. Negli anni è stato progressivamente ampliato per contrastare l’evasione e favorire il recupero dei crediti fiscali.
Le nuove regole del 2026 abbassano di fatto la soglia operativa anche per i compensi professionali di importo contenuto, ampliando il numero di soggetti interessati dalle verifiche preventive. Secondo i dati del Ministero dell’Economia, la riscossione tramite compensazione e blocco dei pagamenti pubblici rappresenta una delle principali leve di recupero dei crediti erariali.
Cosa devono fare professionisti e imprese
Per evitare problemi nei rapporti con la PA, professionisti e imprese dovranno verificare con attenzione la propria posizione fiscale e l’effettiva inclusione delle cartelle nella definizione agevolata.
Chi ha aderito alla rottamazione quinquies dovrà soprattutto rispettare la scadenza del 31 luglio 2026: il mancato pagamento farebbe decadere la misura e riattiverebbe immediatamente le procedure di trattenuta e blocco dei compensi pubblici.




