Il tema della stabilizzazione dei lavoratori ASU infiamma il Consiglio comunale di Modica. Nella seduta del 9 aprile, su proposta della consigliera Rita Floridia (DC), l’assemblea ha approvato una mozione urgente che impegna l’amministrazione ad avviare le procedure per la stabilizzazione degli 81 lavoratori a utilizzazione impiegati negli uffici comunali da oltre un quarto di secolo. La risposta della maggioranza è arrivata il giorno stesso con una nota che ribalta le responsabilità verso la Regione.
La mozione, firmata anche dai gruppi Siamo Modica e Radici Iblee, si fonda sulla Legge Regionale Sicilia n. 1 del 16 gennaio 2024, che consente agli enti locali di procedere all’assunzione a tempo indeterminato dei lavoratori ASU entro il 30 giugno 2026, con copertura finanziaria interamente a carico della Regione. La consigliera Floridia ha sottolineato nel dibattito in aula un elemento che distingue Modica da altri comuni siciliani: il Comune non ha ancora approvato il bilancio stabilmente riequilibrato, atto necessario per uscire dal dissesto finanziario e condizione indispensabile per procedere in modo ordinato alle assunzioni.
Floridia ha però citato il caso del Comune di Licata, anch’esso in dissesto dal marzo 2024, che ha già avviato le procedure per i propri ASU. Un precedente che, nella sua lettura, dimostra come l’ostacolo non sia insuperabile neppure in condizioni di fragilità finanziaria. «È necessario dare una risposta definitiva nel rispetto dei principi di equità e buon andamento della Pubblica Amministrazione», ha dichiarato la consigliera nel corso della seduta.
Comune contro Floridia: “La destinataria è la Regione, non noi”
L’amministrazione comunale ha risposto con una dichiarazione congiunta che definisce «singolare» quanto accaduto. La posizione della maggioranza è netta: la mozione sarebbe indirizzata al soggetto sbagliato, perché la competenza sulla stabilizzazione degli ASU spetta alla Regione Siciliana, non ai Comuni. E la scadenza del 30 giugno sarebbe comunque irrealistica.
A sostegno di questa tesi, l’amministrazione cita l’intervento dell’onorevole Ignazio Abbate, presidente della Prima Commissione Affari Istituzionali dell’ARS, che il giorno successivo al voto in aula ha annunciato la convocazione per martedì 14 aprile di una seduta speciale della Commissione, con la partecipazione dei vertici istituzionali e delle organizzazioni sindacali, per chiedere la proroga al 31 dicembre 2027. L’obiettivo, nelle parole dello stesso Abbate, è spostare la scadenza attuale «per dare il tempo necessario agli Enti Locali di completare le procedure di assunzione».
La maggioranza non ha mancato di sottolineare che la stessa richiesta era contenuta in una mozione del gruppo consiliare di Forza Italia, che chiedeva al Presidente della Regione e all’assessorato alla Famiglia e al Lavoro di predisporre una norma regionale di proroga. «Non è la prima volta che la consigliera Floridia è fuori sincronia rispetto al suo parlamentare di riferimento», si legge nella nota dell’amministrazione.
Il nodo ASU: una vicenda decennale che riguarda tutta la Sicilia
La questione dei lavoratori ASU (Attività Socialmente Utili) è uno dei capitoli irrisolti più datati del lavoro pubblico siciliano. Nati come strumento emergenziale negli anni Novanta per impiegare disoccupati in attività di pubblica utilità, questi lavoratori sono rimasti intrappolati per decenni in un limbo contrattuale, impiegati nei Comuni senza mai ottenere la stabilizzazione. In tutta la Sicilia si contano ancora migliaia di lavoratori ASU non stabilizzati, molti dei quali con età avanzata e anzianità di servizio superiore ai vent’anni. La Legge Regionale n. 1/2024 ha rappresentato il primo tentativo organico di chiudere questa partita, ma la scadenza del 30 giugno 2026 — con i relativi adempimenti burocratici a carico degli enti locali spesso in difficoltà finanziaria — ha reso evidente che molti Comuni non riuscirebbero a rispettare i termini senza una proroga.



