A meno di un mese dalla Pasqua, che nel 2026 cade il 5 aprile, cresce l’interesse degli italiani per il tempo previsto durante le festività. È presto per previsioni precise, ma le analisi probabilistiche e le linee di tendenza di lungo termine suggeriscono una possibile fase più instabile, legata a una NAO (Oscillazione Nord Atlantica) neutra o leggermente negativa.
Previsioni di Daniele Ingemi, meteorologo di Meteored Italia
Le indicazioni delle linee di tendenza
Daniele Ingemi – Dopo una prima parte di marzo dominata da un forte anticiclone, con tempo stabile e mite su gran parte dell’Europa e sull’Italia, dalla metà del mese cambio di circolazione e ritorno del flusso nord-atlantico. Questo può favorire nuove piogge al Nord e sulle regioni tirreniche, inaugurando una seconda metà di marzo più dinamica e perturbata.
Secondo lo scenario probabilistico prevalente, anche verso fine mese le perturbazioni atlantiche continueranno a interessare il Paese, portando piogge e nevicate tra Alpi e Appennino settentrionale, intervallate da brevi fasi più stabili e miti.
Gli influssi della North Atlantic Oscillation
Per delineare il possibile scenario dei primi dieci giorni di aprile, l’attenzione degli esperti si concentra sull’indice NAO, pattern atmosferico che descrive la differenza di pressione tra la depressione d’Islanda e l’anticiclone delle Azzorre, influenzando il clima europeo.
Tale indice è atteso su valori neutri o leggermente negativi. Una configurazione che indebolirebbe il ruolo dell’anticiclone delle Azzorre nel bloccare le correnti umide atlantiche, favorendo il passaggio di perturbazioni verso l’Europa centro-meridionale e l’Italia.
Ne deriverebbe un contesto più dinamico e instabile, con il rischio di una Pasqua dal tempo variabile: alternanza di schiarite e momenti più perturbati, con piogge e rovesci locali.
Inizio aprile, periodo spesso instabile
La prima decade di aprile è tra le fasi più variabili dell’anno. Le analisi climatologiche mostrano come in questo periodo siano frequenti condizioni di instabilità, soprattutto al Centro-Nord, con piogge ricorrenti e nevicate tra Alpi e Appennini. Statisticamente, inoltre, l’inizio del mese rientra tra i momenti più piovosi per le regioni settentrionali.
Nella maggior parte dei casi non si tratta di vere e proprie ondate di maltempo organizzate, ma di fasi instabili con rovesci sparsi, talvolta di origine convettiva (ovvero generate dal riscaldamento del suolo, che causa la risalita di aria calda e umida, formando cumulonembi), favoriti dal maggiore irraggiamento primaverile. Possibili episodi di freddo tardivo, che possono portare temperature sotto la media e nevicate a quote relativamente basse sui rilievi.



