Il mese di marzo 2026 rappresenta uno snodo cruciale per le famiglie italiane beneficiarie dell’Assegno Unico. Tra l’adeguamento all’inflazione e la necessità di rinnovare l’indicatore ISEE, le buste paga delle famiglie vedranno variazioni significative. Ecco tutto quello che c’è da sapere secondo le ultime direttive INPS.
Il calendario dei pagamenti: quando arrivano i soldi?
L’INPS, con il Messaggio n. 3931/2025, ha già tracciato la roadmap degli accrediti per tutto l’anno. Per il mese di marzo, il calendario si divide in due fasce:
- Rinnovi ordinari: Per chi ha già la domanda attiva e non ha subito variazioni nel nucleo familiare, l’accredito avverrà tra giovedì 19 e venerdì 20 marzo.
- Nuove domande o variazioni: Per i nuovi beneficiari o per chi è in attesa di conguagli (a credito o a debito), il pagamento avverrà nell’ultima settimana del mese.
Rivalutazione 2026: gli importi salgono dell’1,4%
In base ai dati ISTAT sull’inflazione, l’Assegno Unico è stato ufficialmente rivalutato dell’1,4% a partire dal 1° gennaio 2026.
- Arretrati in arrivo: Sebbene la rivalutazione sia partita a gennaio, l’adeguamento degli arretrati relativi alla prima mensilità dell’anno verrà liquidato proprio con il pagamento di marzo 2026.
- Natura delle somme: È bene ricordare che l’Assegno Unico è una misura netta: non è soggetta a trattenute previdenziali e non fa reddito ai fini IRPEF.
Allarme ISEE: cosa succede se manca la DSU?
Dal 1° marzo 2026, l’INPS utilizza esclusivamente l’ISEE 2026 per il calcolo della quota spettante. Per le mensilità di gennaio e febbraio, l’istituto aveva utilizzato in deroga i valori del 2025.
- Senza ISEE valido: Chi non ha presentato la Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) entro fine febbraio riceverà la quota minima prevista per legge.
- C’è tempo fino al 30 giugno: Chi regolarizza l’ISEE entro il 30 giugno 2026 avrà diritto a recuperare tutti gli arretrati (calcolati sulla fascia corretta) a partire proprio dal mese di marzo. Oltre tale data, il diritto agli arretrati decade.
Erogazione d’ufficio e nuove domande
Dal 2023, la domanda non va ripresentata ogni anno: se la pratica è già attiva e accolta, il pagamento prosegue automaticamente. Tuttavia, i nuovi nuclei familiari o chi non ha mai usufruito del sussidio devono muoversi entro il 30 giugno per non perdere le mensilità arretrate di inizio anno. Le domande presentate dopo luglio avranno decorrenza solo dal mese successivo alla richiesta, senza recupero delle somme pregresse.
Sintesi: come viene calcolato l’Assegno?
La cifra finale accreditata sul conto corrente (o ritirata tramite bonifico domiciliato in posta) è la somma di due componenti:
- Quota base: Variabile in base al valore ISEE del nucleo.
- Maggiorazioni: Somme extra erogate in base a criteri specifici (numero di figli, figli con disabilità, nuclei numerosi o genitori entrambi lavoratori).




