Con l’avvicinarsi della scadenza del 30 aprile 2026 per la presentazione delle domande, molti contribuenti si pongono lo stesso quesito: una cartella ricevuta nel corso del 2024 può rientrare nella nuova definizione agevolata? La risposta è sì, ma tutto dipende da un dettaglio tecnico spesso ignorato: la differenza tra notifica e affidamento.
La data che conta: il 31 dicembre 2023
La Legge di Bilancio 2026 stabilisce un confine temporale netto. Possono essere inseriti nella Quinquies solo i debiti risultanti dai carichi affidati all’Agenzia delle Entrate Riscossione (AdER) tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2023.
Il punto cruciale è che l’affidamento (ovvero quando l’ente creditore passa la “pratica” all’esattore) precede quasi sempre la notifica (quando il postino suona alla porta). Ne consegue che:
- Una cartella affidata a dicembre 2023 potrebbe essere stata notificata a gennaio o febbraio 2024.
- In questo caso, nonostante l’anno riportato sulla busta sia il 2024, il debito è pienamente rottamabile.
Guida alla lettura: dove trovare la data corretta
Per evitare errori nella domanda, non bisogna guardare la data sulla prima pagina. È necessario sfogliare il documento:
- Andate alla “seconda parte” della cartella: Solitamente dalla quinta pagina in poi.
- Cercate lo schema del ruolo: Qui troverete una tabella dettagliata con numero, anno e tipologia del carico.
- Individuate la “Data di consegna”: È questo l’unico riferimento legale che determina l’ammissibilità alla Quinquies. Se la data è entro il 31/12/2023, potete procedere.
Non solo date: i debiti “promossi” e quelli “bocciati”
Oltre al calendario, conta la sostanza del debito. La Quinquies 2026 non è onnicomprensiva; è pensata principalmente per chi ha dichiarato i propri redditi ma non è riuscito a saldare il conto.
Cosa rientra nella sanatoria:
- Errori materiali (36-bis): Correzioni automatiche su errori di calcolo in dichiarazione.
- Controlli formali (36-ter): Discrepanze tra dati dichiarati e documenti (es. spese mediche non documentate).
- Contributi INPS: Omissioni nei versamenti previdenziali (purché non derivino da accertamenti ispettivi).
Cosa resta fuori:
- Accertamenti per omessa dichiarazione: Se il Fisco ha dovuto “scoprire” un reddito mai dichiarato, il debito non è rottamabile.
- Tasse locali e multe: IMU, TARI e sanzioni del Codice della Strada restano, come di consueto, escluse dal perimetro nazionale della sanatoria.
Il consiglio pratico
Prima di inoltrare l’istanza telematica, è consigliabile richiedere un “Estratto di Ruolo” aggiornato tramite l’area riservata del sito dell’Agenzia delle Entrate Riscossione. Questo documento elenca chiaramente tutti i carichi pendenti e indica esplicitamente quali sono definibili in via agevolata, eliminando ogni dubbio sulle date di affidamento.




