Passaggio di testimone amaro per le famiglie italiane nella gestione dei costi energetici. Il nuovo Decreto Energia (n. 21/2026), approvato lo scorso 18 febbraio e appena pubblicato in Gazzetta Ufficiale, introduce una misura che segna un netto cambio di rotta rispetto al passato: lo Stato smette di finanziare direttamente il bonus per la fascia di reddito media, delegando l’onere e la scelta alle compagnie private.
Dal contributo certo alla scommessa commerciale
Se nel 2025 i nuclei con ISEE entro i 25.000 euro potevano contare su un bonus statale garantito di 200 euro, il panorama del 2026 appare decisamente più incerto:
- Importo ridotto: Il tetto massimo del nuovo sconto scende a 60 euro.
- Erogazione facoltativa: Non si tratta più di un diritto soggettivo del cittadino, ma di una scelta libera del venditore. Ogni società elettrica potrà decidere se applicare o meno l’agevolazione ai propri clienti.
- Assenza di fondi pubblici: Lo Stato non stanzia risorse per questa fascia, limitandosi a un ruolo di “regolatore” e lasciando che siano le aziende a finanziare l’operazione con i propri bilanci.
I requisiti: chi (forse) riceverà lo sconto
Per sperare nel bonus, non basterà avere il fornitore “generoso”. Il decreto fissa infatti dei paletti tecnici rigorosi legati ai consumi:
- Soglia ISEE: Riservato a chi si trova nella fascia tra 9.796 euro e 25.000 euro (chi è sotto questa soglia rientra nel bonus sociale ordinario).
- Consumo bimestrale: Non superiore a 0,5 MWh.
- Consumo annuo: Inferiore a 3 MWh nei dodici mesi precedenti.
- Fornitura attiva: Il contratto deve risultare attivo tra il 1° gennaio e il 31 maggio di ciascun anno (2026 e 2027).
Il “Bollino di Qualità”: l’energia si fa marketing
Qual è l’incentivo per le aziende energetiche a regalare 60 euro ai propri clienti? La risposta non è economica, ma d’immagine. Le società che aderiranno all’iniziativa riceveranno dall’ARERA (l’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente) un “bollino di qualità”. Questo riconoscimento potrà essere utilizzato nelle campagne pubblicitarie per certificare l’impegno sociale dell’azienda, trasformando un sussidio economico in una vera e propria leva di marketing per attrarre nuovi utenti.
In sintesi: Lo Stato trasforma un aiuto sociale in un’operazione di branding per i giganti dell’energia, offrendo patrocini gratuiti invece di sostegni monetari.
Bonus sociale extra: una boccata d’ossigeno per i più fragili
Mentre la classe media resta appesa alle decisioni dei privati, il Governo ha mantenuto un impegno diretto per i nuclei in condizioni di povertà energetica (coloro che già percepiscono il bonus sociale ordinario). Per queste famiglie è confermato un contributo straordinario di 115 euro, finanziato con risorse pubbliche.
Cosa succede ora?
L’ARERA ha ora 30 giorni di tempo per emanare il provvedimento attuativo che stabilirà le modalità tecniche per l’applicazione degli sconti e il rilascio dei bollini. Solo allora sapremo quali e quante compagnie decideranno di “scommettere” sulla solidarietà commerciale.
Per i cittadini, la situazione è paradossale: il diritto a un’energia sostenibile non dipenderà più solo dal reddito, ma dalla “fortuna” di avere un fornitore che consideri il bonus un buon investimento pubblicitario.




