La Legge di Bilancio 2026 riapre ufficialmente i termini per la pace fiscale. Con l’introduzione della Rottamazione-quinquies, famiglie e imprese hanno ora un binario privilegiato per chiudere i conti con il Fisco, eliminando sanzioni e interessi accumulati in oltre vent’anni. La vera novità, tuttavia, non è solo lo sconto, ma la protezione legale immediata che scatta al momento della richiesta.
La protezione immediata: perché conviene muoversi subito
Uno dei punti di forza della nuova norma è l’effetto “paracadute” derivante dalla semplice presentazione dell’istanza telematica. Appena inviata la domanda (entro il termine del 30 aprile 2026), il contribuente ottiene benefici istantanei:
- Stop alle procedure: Vengono congelati i termini di prescrizione e decadenza.
- Blocco cautelare: L’Agenzia delle Entrate-Riscossione non potrà iscrivere nuovi fermi amministrativi o ipoteche.
- Scudo esecutivo: Le procedure di pignoramento già avviate si sospendono (a meno che non sia già avvenuto con successo il primo incanto).
- Operatività aziendale: I debiti rottamati non bloccano più il rilascio del DURC, permettendo alle imprese di partecipare a gare e ricevere pagamenti.
Il perimetro della sanatoria: cosa si può rottamare?
Il beneficio riguarda i carichi affidati alla riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023. Nello specifico, rientrano:
- Tasse non pagate emerse da dichiarazioni, liquidazioni automatiche e controlli formali.
- Contributi previdenziali INPS (esclusi quelli derivanti da accertamenti).
Il risparmio è netto: si paga esclusivamente la quota capitale e le spese vive (notifica ed esecuzione), azzerando sanzioni, interessi di mora e l’aggio della riscossione.
Piano di rientro: fino a 10 anni per pagare
Per chi non può saldare il debito in un’unica soluzione (scadenza 31 luglio 2026), il legislatore ha previsto una dilazione estremamente lunga:
- Rateizzazione: Fino a un massimo di 54 rate bimestrali.
- Orizzonte temporale: Il piano può estendersi fino al 2035.
- Costi: In caso di rate, si applica un interesse annuo del 4%. Le rate non possono essere inferiori a 100 euro.
Entro il 30 giugno 2026, l’AdER invierà a ciascun aderente il prospetto di liquidazione con il dettaglio delle somme e le date dei versamenti.
Attenzione alla decadenza: i nuovi paletti
La flessibilità non deve trarre in inganno. Il beneficio decade irrimediabilmente se:
- Si omette il versamento dell’unica rata (luglio 2026).
- Si saltano due rate (anche non consecutive) nel piano dilazionato.
- Non si paga l’ultima rata del piano. In questi casi, quanto già versato verrà trattenuto a titolo di acconto e il debito tornerà al suo valore originario, comprensivo di tutte le sanzioni rimosse.
Strategia consigliata: l’analisi preventiva
Con il portale telematico previsto in apertura già a gennaio, il consiglio per i contribuenti è di non attendere la scadenza di aprile. È fondamentale procedere subito con un’analisi dell’estratto di ruolo per:
- Individuare i carichi effettivamente rottamabili.
- Valutare la convenienza rispetto a pendenze già oggetto di contenzioso (che richiederanno la rinuncia al giudizio).
- Pianificare i flussi di cassa per sostenere l’impegno finanziario del prossimo decennio.




