Il 2026 segna una svolta burocratica ed economica per milioni di automobilisti italiani. Come evidenziato da Federcarrozzieri, l’entrata in vigore di nuove norme permetterà finalmente di gestire il fenomeno dei veicoli inutilizzabili o sottoposti a blocco amministrativo, con un duplice obiettivo: ripulire le strade dai rottami e alleggerire le tasche dei cittadini.
Sbloccata la radiazione: stop alle tasse sui rottami
La novità più attesa scatta ufficialmente il 20 febbraio, con l’attuazione della Legge 14/2026. Fino ad oggi, i proprietari di auto colpite da fermo amministrativo si trovavano in un limbo normativo: impossibilitati a demolire il mezzo, ma costretti a continuare a pagare il bollo auto su veicoli spesso ridotti a carcasse.
- Cosa cambia: La nuova legge consente la cancellazione dai registri pubblici (radiazione) e la distruzione fisica anche per i mezzi sotto fermo, purché inutilizzabili.
- Il vantaggio: Una volta effettuata la radiazione, cessa l’obbligo di pagamento del bollo.
- Le avvertenze: La rottamazione di questi veicoli “speciali” non dà diritto agli incentivi statali per l’acquisto di nuove vetture. Inoltre, è bene ricordare che la distruzione dell’auto non cancella il debito originario con l’Erario che ha fatto scattare il fermo.
Si stima che in Italia esistano circa 4 milioni di “auto fantasma”, di cui almeno un quarto ridotte a relitti. La norma permetterà anche ai Comuni di intervenire con maggiore efficacia nella rimozione dei mezzi abbandonati, riducendo i rischi ambientali.
Sicurezza stradale: debutta il database delle auto difettose
Parallelamente alla gestione dei rottami, arriva una stretta sulla sicurezza tecnica. Dal 17 febbraio sarà consultabile un nuovo database pubblico dedicato alle vetture che non hanno risposto alle campagne di richiamo.
Il Portale dell’Automobilista e l’app dedicata ospiteranno un elenco delle auto che, a distanza di 24 mesi dall’avviso del produttore, non sono ancora state messe in sicurezza in officina.
Sanzioni e rischi
L’obiettivo è informare gli acquirenti di auto usate e spronare i proprietari alla manutenzione straordinaria. Chi ignora i richiami si espone a rischi pesanti:
- Per i proprietari: Una sanzione di 173 euro per chi circola con un veicolo inserito nell’elenco dei mezzi da mettere in sicurezza.
- Per i costruttori: Multe salatissime, fino a 60.000 euro, per ogni mancata adozione delle misure di richiamo necessarie.




