L’Assegno Unico e Universale (AUU) si conferma anche per il 2026 il pilastro del welfare familiare italiano. Quest’anno, tuttavia, non mancano novità di rilievo: dalla rivalutazione dell’1,4% legata all’inflazione, alle nuove modalità di calcolo dell’ISEE che rendono il beneficio più accessibile e generoso per molti nuclei.
Cos’è l’Assegno Unico e chi ne ha diritto
Introdotto dal D.Lgs. 230/2021, l’AUU ha unificato in un unico strumento i vecchi bonus (bebè, mamma domani) e le detrazioni fiscali. È definito “universale” perché spetta a tutte le categorie: dipendenti, autonomi, disoccupati e pensionati.
Requisiti principali
- Residenza: Almeno due anni in Italia (anche non continuativi).
- Carico fiscale: Figli conviventi o fiscalmente a carico.
- Età: Dai 7 mesi di gravidanza fino ai 21 anni. Per i figli con disabilità, il sostegno è garantito senza limiti di età.
Calendario e Scadenze: il ruolo dell’ISEE 2026
Il 2026 segue una cronologia precisa per il passaggio tra il vecchio e il nuovo indicatore economico:
- Gennaio e Febbraio: L’INPS paga in base all’ISEE 2025.
- Dal 1° Marzo: Diventa obbligatorio l’ISEE 2026. Chi non rinnova la DSU entro fine febbraio riceverà automaticamente l’importo minimo.
- Finestra Arretrati: Presentando l’ISEE entro il 30 giugno 2026, si ha diritto al conguaglio di tutti gli arretrati a partire da marzo.
Nuovi Importi 2026: quanto spetta alle famiglie?
Grazie all’adeguamento ISTAT dell’1,4%, le cifre sono state riviste al rialzo. Ecco i parametri principali definiti dalla Circolare INPS n. 7 del 30 gennaio 2026:
Tra queste due soglie, l’importo decresce in maniera proporzionale. A queste cifre vanno aggiunte le maggiorazioni per i figli successivi al secondo, per i genitori entrambi lavoratori, per le madri under 21 e per i figli disabili.
La rivoluzione dell’ISEE 2026: calcoli più favorevoli
Una delle novità più significative riguarda il Messaggio INPS n. 102/2026. La Legge di Bilancio ha introdotto criteri di calcolo più vantaggiosi:
- Franchigia sulla casa: Innalzata a 91.500 € (fino a 120.000 € nei capoluoghi di Città metropolitane).
- Bonus figli conviventi: Ulteriore abbattimento di 2.500 € per ogni figlio dopo il primo. Queste modifiche permettono a molte famiglie di scendere di fascia ISEE, ottenendo così un assegno mensile più elevato rispetto al 2025.
Casi particolari: figli maggiorenni e genitori separati
Figli tra i 18 e i 21 anni
Il beneficio prosegue dopo la maggiore età se il ragazzo:
- Studia (scuola superiore o università) o frequenta un corso di formazione professionale.
- Svolge un tirocinio o lavora con reddito inferiore a 8.000 € annui.
- È iscritto ai Centri per l’impiego come disoccupato.
- Svolge il Servizio Civile Universale.
Ripartizione tra genitori separati
In caso di separazione o divorzio, la regola base è la suddivisione al 50%. Tuttavia:
- In caso di affidamento esclusivo, l’assegno spetta interamente al genitore affidatario.
- In caso di affidamento condiviso, il giudice può disporre il pagamento al 100% al genitore collocatario (quello con cui il figlio risiede prevalentemente), nell’interesse del minore.
Come fare domanda e modalità di pagamento
Per chi già percepisce l’assegno, il rinnovo è automatico: non serve inviare una nuova domanda, a meno che non ci siano variazioni nel nucleo (nascita di un nuovo figlio, cambio IBAN, variazioni nella custodia). L’accredito avviene tramite bonifico domiciliato, accredito su conto corrente, libretto postale o carta prepagata con IBAN.




