Dimagrire non è una magia, è scienza. Parola di Dario Bressanini, famoso in Italia anche per il suo ultimo lavoro editoriale dove spoglia il mondo della nutrizione da miti e leggende metropolitane.
Il dogma del bilancio energetico
L’approccio di Bressanini è brutale nella sua semplicità: il corpo umano risponde alle leggi della termodinamica.
«Ingrassi perché introduci più energia di quella che consumi», spiega senza giri di parole in alcune interviste pubblicate sul web.
Non esistono cibi “ingrassanti” per diritto divino o diete miracolose che violino il principio di conservazione dell’energia. Il dimagrimento è un bilancio rigido tra entrate (cibo) e uscite (metabolismo e attività). Spesso, il primo ostacolo non è il metabolismo lento, ma la tendenza a mentire a noi stessi su quanto effettivamente mangiamo.
Carboidrati: nemici o alleati?
Nel suo viaggio tra chetogeniche e digiuni intermittenti, provati sulla propria pelle per comprenderne le difficoltà psicologiche, Bressanini riabilita i carboidrati.
- Il falso mito: Le diete low carb sembrano miracolose nei primi giorni, ma la perdita di peso iniziale è quasi esclusivamente acqua, dovuta allo svuotamento delle riserve di glicogeno.
- La realtà: Nel lungo periodo (6-12 mesi), eliminare pane e pasta non offre vantaggi superiori rispetto a una normale dieta ipocalorica bilanciata. Al contrario, restrizioni eccessive possono causare carenze nutrizionali e peggiorare lo stato di salute.
Il paradosso della palestra
Un punto che farà discutere è il ruolo dello sport. Bressanini non nega i benefici dell’attività fisica, ma ne ridimensiona il potere dimagrante:
- Consumo minoritario: L’energia bruciata durante l’esercizio volontario è spesso una frazione minima rispetto al consumo energetico totale del corpo.
- Meccanismi di compenso: Il nostro organismo è programmato per mantenere il peso stabile e attiva complessi segnali ormonali per spingerci a recuperare l’energia spesa.
- Il verdetto: «Camminare fa bene alla salute, ma non garantisce il dimagrimento». L’attività fisica serve a costruire muscoli e salute, ma la battaglia contro la bilancia si vince principalmente a tavola.
La consapevolezza contro l’arroganza
Bressanini ammette di aver approcciato la dieta inizialmente con «l’arroganza dello scienziato», convinto che bastasse calcolare i macronutrienti. Ha scoperto invece che il percorso è fatto di ostacoli fisiologici e psicologici. La sua “dieta termodinamica” non è un regime da fame, ma un invito alla consapevolezza: capire come funziona la nostra “macchina” biologica per evitare di cadere nelle trappole delle soluzioni rapide che, semplicemente, non possono funzionare.




