La Rottamazione quinquies, introdotta dalla Legge di Bilancio 2026, non è un provvedimento “svuota-cartelle” indiscriminato, ma una misura chirurgica che punta a stabilizzare i debiti più comuni. La vera novità di questa edizione risiede nella sua capacità di agire come una “ancora di salvataggio” per chi ha fallito i piani di rientro delle precedenti sanatorie, a patto di rispettare criteri rigorosi di origine e cronologia.
Chi riceve la “seconda chance”?
La norma apre le porte a chi è uscito dai binari delle passate definizioni agevolate. Nello specifico, possono essere inseriti nella Quinquies i debiti che:
- Erano già inclusi nelle prime tre edizioni della rottamazione o nel “Saldo e Stralcio”, ma i cui benefici sono decaduti per pagamenti omessi o tardivi.
- Facevano parte della Rottamazione-quater (o della sua successiva riammissione), ma che alla data del 30 settembre 2025 risultavano decaduti perché le rate non erano state versate regolarmente.
L’eccezione: Restano tassativamente esclusi i carichi della Quater che, alla data del 30 settembre 2025, risultavano in regola con i pagamenti. Per questi ultimi, il piano originario prosegue senza possibilità di migrare verso le nuove condizioni della Quinquies.
Il “filtro” dei debiti ammessi: non tutto è rottamabile
Per capire se un debito può godere dello sconto su sanzioni e interessi, non basta guardare la data di affidamento (che deve ricadere tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2023), ma bisogna analizzarne la “genetica”. La Quinquies ammette solo tre grandi categorie:
- Fisco da “errori dichiarativi”: Sono inclusi solo i debiti derivanti dai controlli automatici e formali (artt. 36-bis/ter DPR 600/73 e 54-bis/ter DPR 633/72). In sintesi: le tasse dichiarate ma non versate o ricalcolate per incongruenze formali.
- Previdenza INPS: Ammessi i contributi omessi, ma con un paletto invalicabile: sono esclusi i debiti nati da un accertamento ispettivo.
- Multe Stradali selettive: La sanatoria copre solo le sanzioni irrogate dalle Prefetture. Le multe elevate dai Comuni (Polizia Municipale), dunque, restano fuori dal perimetro di questa agevolazione.
La “Regola d’Oro” per il contribuente
Per valutare l’adesione senza incorrere in errori, il contribuente deve verificare la coesistenza di due requisiti fondamentali:
- Cronologico: Affidamento all’agente della riscossione tra il 2000 e il 2023.
- Qualitativo: Il debito deve nascere da omessi versamenti “standard” (dichiarazioni, contributi non accertati, sanzioni prefettizie).
Se questi due pilastri sono presenti, la Quinquies diventa lo strumento per resettare anche i fallimenti del passato, trasformando una vecchia cartella decaduta in un nuovo piano di rientro dilazionabile fino a 54 rate.
Sintesi operativa
- Scadenza domanda: 30 aprile 2026.
- Focus: La misura premia la natura del debito, non la puntualità passata del debitore.
- Obiettivo: Offrire un’ultima via d’uscita per carichi considerati “fisiologici” ma rimasti incagliati per anni.




