Il Consiglio dei Ministri ha risposto con fermezza alla devastazione causata dal ciclone Harry. Su proposta del Ministro per la Protezione Civile, Nello Musumeci, l’esecutivo Meloni ha deliberato lo stato di emergenza nazionale per le tre regioni più colpite: Sicilia, Sardegna e Calabria.
Per gestire l’immediata fase critica e garantire i primi soccorsi, è stata stanziata una somma complessiva di 100 milioni di euro, attinti dal Fondo per le emergenze nazionali.
Il provvedimento, in linea con quanto previsto dal Codice di Protezione Civile, avrà una durata iniziale di 12 mesi, con possibilità di estensione per un ulteriore anno. I fondi saranno destinati prioritariamente a:
- Interventi di soccorso e assistenza alla popolazione;
- Ripristino della funzionalità dei servizi pubblici e delle infrastrutture strategiche;
- Messa in sicurezza temporanea delle aree colpite da frane e allagamenti.
Oltre ai primi aiuti, il Governo sta già pianificando la fase di recupero. Una volta completata la conta dei danni da parte delle amministrazioni locali, verrà varato un nuovo provvedimento interministeriale dedicato alla ricostruzione strutturale.
La gestione operativa passerà nelle mani dei governatori regionali, che assumeranno il ruolo di Commissari delegati. Questa nomina conferisce loro poteri straordinari di deroga per accelerare i tempi della burocrazia e ripristinare le infrastrutture danneggiate nel minor tempo possibile.
Il governatore della Sicilia, Renato Schifani, ha espresso soddisfazione dopo aver preso parte al Cdm in rappresentanza dell’Isola:
“Voglio ringraziare il Presidente Meloni per la celerità e la sensibilità dimostrata verso i territori feriti. Questi 100 milioni sono un primo segnale fondamentale: le istituzioni non lasceranno soli i cittadini. La macchina regionale è già attiva per garantire che nessuno resti indietro.”
L’attenzione resta ora alta sul monitoraggio del territorio, mentre i prefetti e i sindaci dei comuni evacuati attendono le istruzioni operative per l’impiego dei primi fondi d’urgenza.




