Dopo anni di indiscrezioni, la trasformazione di WhatsApp in una piattaforma “freemium” sembra essere arrivata a un punto di svolta. Seguendo le orme di Facebook e Instagram, Meta ha iniziato a testare in Europa un abbonamento mensile opzionale dedicato a chi desidera un’esperienza d’uso priva di inserzioni pubblicitarie.
La notizia, riportata dal portale specializzato WaBetaInfo, emerge dall’analisi della versione Beta 2.26.3.9 per Android. Il test, che coinvolge attualmente l’Unione Europea e il Regno Unito, rappresenta la risposta di Mark Zuckerberg alla necessità di monetizzare l’app di messaggistica più diffusa al mondo.
Dove appariranno gli annunci?
È bene fare chiarezza: Meta ha rassicurato che la pubblicità non invaderà (almeno per ora) le conversazioni private, i gruppi o le chiamate. Le inserzioni saranno confinate esclusivamente nella sezione “Aggiornamenti”, lo spazio dove gli utenti consultano gli Stati e i Canali.
Chi sceglierà di non pagare continuerà a utilizzare l’app gratuitamente, ma dovrà accettare la presenza di contenuti sponsorizzati basati su dati generici come la lingua e la posizione geografica. Resta ferma la crittografia end-to-end: Meta ribadisce che il contenuto dei messaggi rimarrà inaccessibile anche per finalità pubblicitarie.
I costi: quanto costerà il “WhatsApp Premium”?
Sebbene non vi sia ancora un listino prezzi ufficiale per il mercato italiano, le prime indiscrezioni trapelate dal Regno Unito parlano di una tariffa che si aggira intorno alle 4 sterline al mese (circa 4,50 euro). Un prezzo che potrebbe subire aggiustamenti prima del rilascio definitivo sulla versione stabile dell’applicazione.
Perché l’Europa è il terreno di prova?
La scelta di lanciare questo modello nel Vecchio Continente non è casuale. Meta deve fare i conti con il Digital Markets Act (DMA), la normativa UE che impone limiti severi sull’uso dei dati personali per scopi pubblicitari. Offrendo un’alternativa a pagamento (“Pay or Okay”), l’azienda cerca di mettersi al riparo dalle possibili sanzioni delle autorità europee per la protezione dei dati, garantendo all’utente una scelta esplicita tra il consenso al tracciamento e il pagamento di un canone.
Cosa cambia per l’utente comune?
Per la stragrande maggioranza degli utilizzatori che limitano l’uso di WhatsApp alle semplici chat, non cambierà nulla. Chi invece utilizza l’app come un vero e proprio social network, seguendo canali tematici e visualizzando costantemente gli stati dei contatti, dovrà decidere se convivere con gli annunci o investire una piccola somma mensile per una navigazione più pulita.




