L’avevano chiamata “l’influenza dei record” già durante l’inverno nell’emisfero australe e le previsioni, purtroppo, sono state confermate. In Italia, da ottobre a oggi, sono già tra i 6 e i 7 milioni le persone finite a letto. Il responsabile ha un nome preciso: la variante genetica K, un’evoluzione del ceppo H3N2 che sta mettendo a dura prova il sistema immunitario della popolazione.
1. Che cos’è la Variante K e perché ci colpisce così tanto?
Sebbene appartenga a una famiglia di virus nota dal 1968, la variante K presenta piccole ma significative mutazioni genetiche. Queste differenze sono sufficienti a “ingannare” le nostre difese: il nostro organismo non riconosce immediatamente l’intruso, mancando di una memoria immunitaria specifica.
Il risultato è una diffusione rapidissima: oggi la variante K rappresenta circa il 90% dei casi confermati in Europa. Rispetto agli anni passati, l’epidemia è partita con un anticipo di circa un mese, puntando dritta verso il picco atteso proprio in questa prima metà di gennaio.
2. Sintomi e Classi di età: i bambini i più colpiti
Il virus non risparmia nessuno, ma i dati epidemiologici evidenziano un bersaglio preferenziale: i più piccoli.
- Bambini sotto i 4 anni: L’incidenza è di ben 42 casi ogni mille abitanti, una quota tripla rispetto alla media nazionale (14,7 per mille).
- Sintomatologia: Oltre ai classici segnali come febbre alta, tosse secca, dolori articolari e spossatezza, nei bambini sono frequenti complicanze gastrointestinali (vomito e diarrea) e, in diversi casi, polmoniti precoci.
- Durata: Se febbre e dolori tendono a svanire in pochi giorni, la tosse e il malessere generale possono trascinarsi per settimane.
3. L’efficacia del vaccino: vale ancora la pena farlo?
La comparsa di una variante così diversa può ridurre la precisione del vaccino preparato mesi fa. Tuttavia, le autorità sanitarie (OMS e CDC) lanciano un messaggio chiaro: il vaccino resta lo strumento di difesa principale.
Sebbene la protezione dal contagio possa essere minore, i dati preliminari confermano che la vaccinazione riduce drasticamente (tra il 26% e il 41% negli anziani) il rischio di esiti gravi, ospedalizzazioni e decessi. La priorità resta alta per anziani, donne in gravidanza, soggetti fragili e operatori sanitari.
4. Il pericolo sottovalutato
Nonostante l’influenza sia spesso percepita come un malanno stagionale “minore” rispetto a virus più mediatici (come il COVID-19), il suo impatto sulla salute pubblica e sull’economia è devastante. La capacità del virus di evolversi costantemente lo rende uno dei patogeni più insidiosi della storia.
“La rapidità della variante K non deriva da una maggiore aggressività intrinseca, ma dalla sua capacità di correre dove non trova barriere immunitarie”, spiegano gli esperti.
Checklist per le prossime settimane:
- Prevenzione: Lavaggio frequente delle mani e aerazione dei locali.
- Consulto medico: In caso di febbre persistente o difficoltà respiratoria, consultare il pediatra o il medico di base.
- Vaccinazione: Sebbene la stagione sia inoltrata, per i soggetti a rischio è ancora un’opzione da valutare per prevenire le forme gravi.




