Con l’entrata in vigore della Manovra 2026, la Rottamazione quinquies smette di essere solo una norma scritta e diventa un’opportunità concreta per famiglie, professionisti e imprese. Tuttavia, per trasformare questa sanatoria in un reale beneficio economico, non basta attendere l’apertura dei termini: serve muoversi con anticipo e strategia.
Il calendario: quando scatta l’ora X?
Sebbene la Legge di Bilancio sia operativa dal 1° gennaio, la macchina burocratica richiede i suoi tempi tecnici. L’Agenzia delle Entrate-Riscossione (AdER) ha infatti un termine di 20 giorni per rendere operativa la piattaforma.
- 21 Gennaio 2026: È la data cerchiata in rosso sul calendario. Da questo momento dovrebbero essere attivati i servizi web per l’invio delle istanze.
- 30 Aprile 2026: Rappresenta il termine ultimo. Dopo questa data, la finestra si chiuderà definitivamente.
La domanda andrà presentata esclusivamente per via telematica, offrendo al contribuente la libertà di selezionare i singoli carichi da definire e di optare tra il saldo unico o la rateizzazione.
Primo passo: l’analisi del cassetto fiscale
Prima di inoltrare la richiesta, è essenziale un’operazione di “pulizia” e verifica delle proprie pendenze. Non tutte le cartelle, infatti, godono dello sconto su sanzioni e interessi.
Il punto critico: Il requisito fondamentale è che il debito sia stato affidato al riscossore entro il 31 dicembre 2023.
È bene ricordare che la sanatoria è “amica” della compliance dichiarativa: via libera per le cartelle nate da IVA e Redditi dichiarati ma non versati e per i contributi INPS. Al contrario, restano fuori dalla porta gli avvisi di accertamento per maggiori imposte (le cosiddette “evasioni da verifica”). Un controllo preventivo evita di inserire nell’istanza carichi non ammessi, generando confusione nel piano di rientro.
Cosa succede dopo l’invio della domanda?
Una volta trasmessa l’istanza, la palla passa all’AdER, che dovrà comunicare al cittadino l’esito della richiesta. In questo documento verranno dettagliati:
- Il totale esatto da corrispondere (al netto di sanzioni e interessi).
- Le date delle scadenze.
- Il bollettino per il pagamento (unico o rateale).
Questo responso è fondamentale per valutare la sostenibilità finanziaria dell’operazione, specialmente per le piccole imprese che devono gestire attentamente i flussi di cassa.
Il consiglio dell’esperto: non ridursi all’ultimo
L’errore più comune è attendere la scadenza di aprile. Il suggerimento è quello di utilizzare queste prime settimane di gennaio per ordinare la documentazione e consultare il proprio estratto di ruolo. Muoversi subito permette di avere un quadro chiaro del risparmio ottenibile e di decidere, con lucidità, come dilazionare l’impegno economico senza rischiare nuove crisi di liquidità.




