Palermo – Ettore Bassi è il protagonista di Stand up for Giuda, scritto e diretto da Leonardo Petrillo, che debutta nella Sala Strehler del Teatro Biondo di Palermo giovedì 8 gennaio alle ore 21.00. Le scene dello spettacolo, prodotto dal Teatro Biondo in collaborazione con Saba produzione, sono di Gianluca Amodio, le musiche di Carlo Covelli e Carlo Zannetti. Repliche fino al 18 gennaio.
Nell’immaginario collettivo, l’apostolo Giuda Iscariota è il traditore per eccellenza. Studiandone la storia e cogliendone il profondo simbolismo, l’autore e regista Leonardo Petrillo ricostruisce i passaggi fondamentali della vita di Giuda, dall’incontro con Gesù, il “folle visionario” sul quale nutriva molti dubbi, fino al giorno in cui smise di ragionare e seguì l’istinto. La voce del cuore fu premiata quando Giuda si convinse che Gesù era davvero il figlio di Dio, e lo amò più di tutti gli altri apostoli, arrivando a tradirlo affinché potesse compiersi il disegno divino.
Ma quando Gesù si lascia crocifiggere, senza ricorrere ai poteri soprannaturali per salvarsi, perdendo l’occasione per dimostrare la sua natura divina, Giuda, realizza che è solo un uomo: il folle che la ragione gli aveva indicato all’inizio. Se solo Gesù avesse spiegato, senza ricorrere a incomprensibili metafore, il “mistero della resurrezione”, Giuda e gli altri apostoli avrebbero compreso il significato di quella morte, e non si sarebbero smarriti. Con l’“apparizione” il mistero fu svelato agli altri, ma non all’Iscariota, che si era già suicidato, distrutto dal rimorso per aver sacrificato inutilmente l’amico.
Petrillo ci racconta, attraverso l’intensa interpretazione di Ettore Bassi, che si comporta come un attore in procinto di calcare la scena, un’inedita la versione dei fatti: Giuda è uomo che, sentendosi ingiustamente discriminato da secoli, si ribella alla coscienza collettiva che lo ha fatto diventare “il traditore”. «Ma Giuda non ha perso la speranza – spiega Petrillo – è tornato a dirci che la sua condanna non è eterna; finirà quando, come ci ha insegnato Papa Francesco, “orgoglio, cupidigia e vanità, le radici del male, saranno estirpate e l’uomo non sarà più prigioniero del pregiudizio”».




