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Vittoria, attività commerciali senza acqua

Reset: situazione critica

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Vittoria, attività commerciali senza acqua Vittoria, attività commerciali senza acqua

Vittoria - “La situazione sta assumendo contorni disperati. Le attività commerciali non ce la fanno più. In molti non possono operare. E la beffa è che il Comune pretende il pagamento del canone a fronte di un servizio fantasma. No, così non può più andare avanti. La questione deve essere risolta. E subito”. E’ il segretario politico dell’associazione Reset Vittoria, Alessandro Mugnas, a farsi portavoce delle numerose lamentele che arrivano dagli operatori commerciali, in centro storico così come nel resto della città, per la persistente mancanza d’acqua. “Come fanno i parrucchieri a lavorare – si chiede Mugnas – e le pizzerie, i pub oppure i ristoranti?

Ed attività come le lavanderie? O chiudono o mettono mano al portafogli con un esborso, per comprare l’acqua privata, che si va ad aggiungere a quello che già si paga per il canone idrico. Ma si paga per un servizio che, in realtà, non si ha. Palazzo Iacono ha più volte rassicurato sul fatto che avrebbe quantomeno messo una toppa al problema. Niente di tutto questo. E, adesso, ci troviamo davvero a fronteggiare una situazione assurda. Nella zona della movida, in via Cavour, dove maggiore è la presenza di pub, siamo poi all’assurdo. Nessuno sembra in grado di risolvere questa pesante situazione che si aggiunge alle problematiche del Covid e che sta mettendo in ginocchio numerose delle nostre attività commerciali”.

Mugnas sottolinea, inoltre, che con il candidato sindaco Salvatore Di Falco sta elaborando una strategia complessiva per cercare di arginare il problema. “Risolverla del tutto, almeno nelle battute iniziali, da quando ci si insedia a palazzo Iacono – spiega – non si può, occorre essere realisti e non fare false promesse. Ma c’è il nostro impegno a creare un protocollo operativo che consenta di arginare le varie falle esistenti e soddisfare le esigenze complessive della cittadinanza”. Mugnas, poi, incalza gli esponenti politici che in queste ore fanno a gara per proporre soluzioni. “Ora – continua – tutti sono diventati esperti. Ma dove sono stati in questi due anni di commissariamento? Perché non hanno fatto sentire la loro voce quando i cittadini chiedevano aiuto? Troppo facile, adesso, farsi vedere in piena campagna elettorale.

Il problema deve essere risolto. Ma lo si può fare solo affidandosi a un percorso serio e, in qualche modo, innovativo. Le minestre riscaldate non servono a niente”.

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