Il dibattito sul futuro del centro storico di Modica entra in una fase cruciale dopo l’ultima seduta consiliare che ha visto una partecipazione massiccia della cittadinanza. Confcommercio provinciale Ragusa, presente con una delegazione guidata dal presidente sezionale Giorgio Moncada, ha depositato un documento tecnico che sposta l’attenzione dalle sole vetrine vuote ai problemi strutturali dell’area urbana. Secondo l’associazione, la rigenerazione passa inevitabilmente attraverso il recupero della residenzialità e il potenziamento dei servizi pubblici nel nucleo antico.
I dati della crisi demografica e funzionale a Modica
Le cifre analizzate da Confcommercio restituiscono una fotografia nitida delle criticità attuali. Attualmente, solo il 13,5% dei modicani vive nel centro storico, mentre il tasso di immobili inutilizzati raggiunge la soglia critica del 40%. Secondo Gianluca Manenti, presidente provinciale dell’associazione, questi dati confermano che «la crisi del centro storico non è innanzitutto commerciale: è demografica e funzionale. Le vetrine vuote sono un sintomo, non la causa». Senza un piano per riportare i cittadini ad abitare nel cuore della città, ogni tentativo di rilancio commerciale rischia di restare isolato.
Per invertire la rotta, l’associazione propone un modello basato su una mappatura digitale degli immobili, incentivi fiscali per la residenza stabile e l’insediamento di infrastrutture universitarie. Manenti chiarisce che l’obiettivo non è la protesta ma la collaborazione operativa: «Non siamo andati in Consiglio per lamentarci, ma per proporre un modello operativo. Se non si riparte da qui, nessuna rigenerazione sarà possibile».
Il ruolo delle associazioni per il futuro del centro storico
Oltre alle proposte di merito, Confcommercio pone una riflessione profonda sul metodo del confronto istituzionale. Manenti sottolinea la necessità di distinguere tra le opinioni dei singoli e il contributo dei corpi intermedi, che rappresentano migliaia di imprese e garantiscono memoria storica al territorio. «Esiste una differenza tra chi porta un’opinione personale e chi porta la sintesi strutturata di migliaia di imprese, lavoratori e famiglie», afferma il presidente, auspicando che le associazioni di categoria siano ascoltate come strumenti di continuità e competenza.
L’associazione, attiva dal 1945, rivendica il proprio ruolo di attore sociale consapevole che non cerca palcoscenici ma risultati concreti. «Siamo qui, come sempre. Disponibili, competenti, presenti», conclude Manenti, ribadendo che il rilancio di Modica può avvenire solo attraverso un percorso condiviso tra amministrazione e chi lavora quotidianamente per l’economia locale. La sfida resta quella di trasformare le proposte in delibere operative prima che la crisi demografica diventi irreversibile.



