I pagamenti dell’Assegno unico di aprile 2026 presentano importi più contenuti per una vasta platea di beneficiari. Dopo i rialzi registrati nei mesi di febbraio e marzo, dovuti alla rivalutazione ISTAT e all’erogazione degli arretrati, l’erogazione corrente torna al suo valore nominale ordinario. Le famiglie che non hanno subito variazioni nel nucleo riceveranno l’accredito tra il 20 e il 21 aprile, mentre per chi ha aggiornato la domanda o presentato una nuova istanza l’appuntamento è fissato nell’ultima finestra del mese, dal 27 al 30.
L’introduzione dell’Assegno unico universale nel 2022 ha segnato una svolta nel sistema di welfare italiano, accorpando diverse misure precedenti come gli assegni familiari e le detrazioni per i figli a carico. Nonostante la misura sia ormai a regime, il meccanismo dei conguagli annuali continua a generare fluttuazioni percepibili nei primi mesi di ogni anno. Nel 2026, l’adeguamento al costo della vita e la ridefinizione dei criteri ISEE puntano a sostenere il potere d’acquisto delle famiglie, in un contesto in cui la spesa per le prestazioni sociali rappresenta circa il 10% della spesa pubblica italiana, con un’attenzione crescente verso il contrasto alla denatalità.
Perché scende l’importo dell’Assegno unico ad aprile
Il calo riscontrato in questi giorni non è frutto di un taglio strutturale, ma della fine della fase di normalizzazione dei pagamenti. A marzo, infatti, l’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale ha liquidato gli importi aggiornati comprensivi delle somme spettanti per il mese di gennaio. Con il pagamento di aprile, questi extra scompaiono, lasciando spazio alla sola cifra spettante per la mensilità corrente. Chi non ha ancora provveduto all’aggiornamento della Dichiarazione sostitutiva unica (Dsu) riceverà l’importo minimo, ovvero 58,30 euro per i figli minorenni e 29,10 euro per i maggiorenni fino a 21 anni.
Tuttavia, esiste una finestra di recupero: i nuclei familiari hanno tempo fino al 30 giugno 2026 per presentare il nuovo ISEE e ottenere così gli arretrati a partire dal mese di marzo. Le nuove soglie per l’anno in corso sono state ridefinite: la prima fascia di reddito arriva ora fino a 17.468,51 euro, mentre la soglia per l’importo minimo scatta oltre i 46.582,71 euro. L’importo massimo erogabile è salito a 203,8 euro per figlio, contro i 201 euro del periodo precedente.
Maggiorazioni e vantaggi nel nuovo ISEE 2026
Il calcolo della situazione economica equivalente per il 2026 introduce novità significative che potrebbero favorire molti contribuenti. Non vengono più conteggiati nel patrimonio mobiliare i titoli di Stato e i buoni fruttiferi postali fino a una franchigia complessiva di 50.000 euro. Inoltre, sono state innalzate le franchigie immobiliari (fino a 120.000 euro per le città metropolitane) e sono esclusi dal computo gli immobili resi inagibili da calamità naturali. Questi correttivi permettono a molte famiglie di scivolare verso fasce ISEE più basse, garantendo un assegno base più elevato.
Restano operative e aggiornate le maggiorazioni per i figli con disabilità, con importi che variano dai 99,1 euro per la disabilità media ai 122,3 euro per i casi di non autosufficienza. Confermati anche i bonus per le famiglie numerose: le madri under 21 ricevono un extra di 23,3 euro, mentre i nuclei con almeno quattro figli possono contare su una maggiorazione fissa di 150 euro. In sintesi, chi ha già un ISEE aggiornato e una situazione stabile non vedrà ulteriori variazioni nei prossimi mesi: il pagamento di aprile rappresenta infatti l’importo reale ed effettivo che accompagnerà le famiglie per tutto il resto dell’anno solare.



