Il governo punta a rendere strutturale il bonus giovani per le assunzioni degli under 35 all’interno del nuovo decreto lavoro atteso per il prossimo primo maggio. La misura, attualmente in scadenza alla fine di aprile dopo la proroga tecnica di inizio anno, rappresenta il pilastro centrale della strategia per stabilizzare i contratti a tempo indeterminato. L’obiettivo dell’esecutivo è garantire continuità alle imprese, evitando il vuoto normativo che scatterebbe tra poche settimane.
L’intervento si inserisce in un contesto occupazionale che, nonostante i segnali di ripresa, vede l’Italia ancora distante dai parametri europei per quanto riguarda l’inserimento lavorativo delle nuove generazioni e delle donne. Storicamente, il tasso di disoccupazione giovanile nel Paese ha faticato a scendere sotto la soglia del 20%, con punte drammatiche nelle regioni del Mezzogiorno. La scelta di trasformare una misura sperimentale in un incentivo permanente risponde alla necessità di ridurre il cuneo fiscale in modo prevedibile, permettendo alle aziende una pianificazione delle risorse umane sul lungo periodo e non più legata a scadenze trimestrali.
Requisiti e importi del bonus giovani under 35
L’agevolazione è rivolta alle aziende che inseriscono in organico personale con meno di 35 anni che non abbia mai avuto, in precedenza, un contratto di lavoro a tempo indeterminato. Il meccanismo di calcolo premia la reale espansione del personale: lo sgravio contributivo per l’azienda è del 100% se l’assunzione genera un incremento occupazionale netto rispetto alla media dell’anno precedente. Nel caso in cui il numero complessivo dei dipendenti resti invece invariato, l’esonero si attesta al 70%.
Il valore economico dell’incentivo non è uniforme ma premia le aree territoriali con maggiori difficoltà di inserimento. Se il massimale di base dell’esonero è pari a 500 euro mensili, la cifra sale a 650 euro mensili per le assunzioni effettuate in unità produttive ubicate nel Sud Italia e in alcune regioni del Centro, tra cui Sicilia, Calabria, Puglia, Sardegna, Campania, Basilicata, Abruzzo, Molise, Marche e Umbria. Questa differenziazione mira a colmare il gap infrastrutturale e occupazionale che penalizza storicamente le imprese operanti in queste province.
Priorità lavoro femminile e scadenze del decreto
Oltre al fronte giovanile, il decreto di maggio rimetterà al centro il coinvolgimento delle donne nel mercato del lavoro. Sebbene le agevolazioni per le lavoratrici siano state già prorogate fino al 31 dicembre 2026 nel decreto Milleproroghe, il governo considera questa linea d’azione una priorità assoluta per innalzare il Pil nazionale. La stabilizzazione degli incentivi potrebbe dunque estendersi o essere potenziata per favorire il rientro post-maternità e l’occupazione nelle aree a bassa partecipazione femminile.
La discussione tecnica in corso analizza la sostenibilità finanziaria della misura strutturale, che richiederebbe coperture stabili per gli anni a venire. La scadenza del 30 aprile per l’attuale bonus giovani impone però una tempistica serrata. I tecnici del ministero del Lavoro sono impegnati a definire i dettagli per far sì che il nuovo pacchetto sia pronto per la Festa dei lavoratori, inviando un segnale politico e sociale chiaro sul valore del lavoro stabile e della lotta alla precarietà.



