Riprende il restauro del Loggiato del Sinatra ad Ispica, il portico barocco che precede la Basilica di Santa Maria Maggiore e che rappresenta uno degli elementi architettonici più riconoscibili del Val di Noto. L’intervento è finanziato con 250.000 euro stanziati tramite un emendamento del deputato regionale Ignazio Abbate e sarà coordinato dalla Soprintendenza di Ragusa.
Il progetto prevede un insieme di operazioni conservative mirate: pulitura delle superfici lapidee tramite microsabbiatura di precisione, trattamento antidegrado delle pietre, sigillatura dei giunti, raccordo cromatico tra le parti restaurate e applicazione di una protezione finale contro gli agenti atmosferici. È prevista anche la sostituzione integrale degli infissi in vetro attualmente danneggiati e il ripristino dei portoncini in legno originari, rimossi oltre vent’anni fa.
L’esecuzione sarà affidata, secondo le normative vigenti in materia di restauro architettonico, a soggetti con documentata esperienza nel settore.
Restauro Loggiato del Sinatra: l’intervento sul barocco ibleo
L’onorevole Abbate ha illustrato le finalità del finanziamento con queste parole: «Il Loggiato del Sinatra non è solo un monumento, ma l’abbraccio architettonico che identifica la comunità di Ispica e incanta i visitatori di tutto il mondo. Grazie a questo stanziamento di 250 mila euro, interveniamo con determinazione per sanare le criticità del tempo e restituire piena luce a questo capolavoro. L’obiettivo che ci siamo posti è chiaro: concludere l’intero cantiere entro la fine del 2026».
Il parlamentare ha anche richiamato il ruolo della Soprintendenza: «Grazie al Dott. De Marco per la sua costante collaborazione in tantissimi progetti che hanno migliorato e continuano a migliorare la qualità dell’offerta storico-culturale dei nostri territori».
Il Loggiato del Sinatra è attribuito all’architetto Vincenzo Sinatra, figura centrale del barocco siciliano del Settecento, attivo in tutta la provincia di Ragusa e Noto. La struttura si colloca all’interno del sito seriale “Late Baroque Towns of the Val di Noto”, iscritto dall’UNESCO nella Lista del Patrimonio Mondiale nel 2002 insieme ad altri sette comuni del sud-est siciliano, tra cui Ragusa, Modica, Scicli e Noto.

Il riconoscimento UNESCO ha trasformato questi centri in destinazioni turistiche di rilevanza internazionale: secondo i dati dell’Assessorato Regionale al Turismo della Sicilia, la provincia di Ragusa registra ogni anno oltre due milioni di presenze turistiche, con una quota crescente legata specificamente al patrimonio barocco. In questo quadro, il degrado di monumenti come il Loggiato di Ispica — esposti all’umidità, alle patine biologiche e all’usura degli infissi — rappresenta non solo una perdita culturale ma anche un danno all’attrattività del territorio.
L’intervento da 250.000 euro si inserisce in una stagione di attenzione rinnovata per il restauro del patrimonio ibleo, che negli ultimi anni ha visto finanziamenti regionali e statali confluire su diversi siti del Val di Noto. La scadenza fissata per la fine del 2026 è ambiziosa ma coerente con la dimensione del cantiere, che non richiede consolidamenti strutturali profondi ma interventi conservativi di superficie.



