Un esemplare di tartaruga marina Caretta caretta, accidentalmente catturato durante una battuta di pesca, è tornato in libertà nelle acque siciliane. L’operazione di salvataggio, avvenuta nel compartimento marittimo di Pozzallo, sottolinea l’importanza della sinergia tra chi vive il mare per lavoro e le autorità preposte alla tutela dell’ambiente.
Il Mediterraneo ospita una delle popolazioni più fragili di Caretta caretta, con circa 7.000 nidi censiti ogni anno sulle coste italiane, greche e turche. Tuttavia, si stima che ogni anno oltre 130.000 tartarughe marine finiscano vittime di catture accidentali nel solo bacino del Mediterraneo, spesso causate da reti a strascico o ami da palangaro. La sopravvivenza di questi rettili millenari dipende oggi quasi interamente dalla velocità delle segnalazioni e dall’efficienza della rete di soccorso attivata dai centri di recupero e dalle Capitanerie di Porto.
L’episodio è iniziato l’8 aprile 2026, quando l’equipaggio di un peschereccio ha individuato l’animale tra le reti. Invece di rigettarlo in mare senza controlli, i pescatori hanno allertato la sala operativa della Guardia Costiera, permettendo l’attivazione dei volontari del WWF. Dopo gli accertamenti veterinari che hanno confermato l’ottimo stato di salute, l’esemplare è stato battezzato “April”, in omaggio al mese che celebra la cultura marinara.
Tutela della biodiversità e iniziative sul territorio
La liberazione della tartaruga, avvenuta a circa due miglia dalla costa, segna l’inizio di una serie di attività dedicate alla salvaguardia della biodiversità marina nel ragusano. La Guardia Costiera ha utilizzato l’evento per ricordare che il rispetto delle procedure è determinante per la conservazione del patrimonio naturale.
Il calendario delle celebrazioni per la Giornata del Mare prevede domani, 10 aprile, una simulazione di messa in sicurezza di un nido presso la rotonda di Raganzino a cura del WWF. Nel pomeriggio, l’anfiteatro locale ospiterà un’esercitazione di soccorso in mare coordinata dai militari di Pozzallo, con il coinvolgimento di unità cinofile, Protezione Civile e Lega Navale. Gli appuntamenti si concluderanno il 13 aprile al Cinema Teatro Giardino con sessioni di approfondimento istituzionale.
In questo scenario, la collaborazione tra operatori del settore e associazioni ambientaliste si conferma l’unico strumento efficace per contrastare il declino delle specie protette. La protezione di April non è solo un caso isolato, ma un monito sulla necessità di una cultura del mare più profonda e condivisa da tutta la cittadinanza.



