La città di Vittoria si prepara a ospitare un momento di approfondimento storico con la presentazione del libro “Una storia che fa ancora paura”, opera dedicata alla memoria di Sergio Ramelli. L’incontro, previsto per domenica 12 aprile, punta a ripercorrere le tragiche vicende che portarono all’uccisione del giovane studente milanese durante il violento clima politico degli anni Settanta.
L’evento si inserisce in un contesto storiografico che, negli ultimi vent’anni, ha visto una riscoperta dei cosiddetti Anni di Piombo attraverso la pubblicazione di numerosi saggi e biografie. Secondo i dati del Ministero dell’Interno e delle associazioni dei familiari delle vittime, tra il 1969 e il 1980 si sono registrati in Italia oltre 12.000 atti di violenza politica, con un bilancio di centinaia di morti tra civili, forze dell’ordine e militanti. La vicenda di Sergio Ramelli, aggredito a colpi di chiave inglese il 13 marzo 1975 e deceduto dopo 47 giorni di agonia, rimane una delle ferite più profonde della memoria collettiva nazionale.
Il dibattito storico e civile a Vittoria
L’appuntamento è fissato per le ore 16:00 presso la sede di Fratelli d’Italia in via Cacciatori delle Alpi 134. L’iniziativa, promossa da Gioventù Nazionale, Azione Studentesca e Ragusa in Movimento, vedrà la partecipazione di diverse figure istituzionali e rappresentanti del mondo giovanile. A introdurre i lavori sarà Francesco Cappello, presidente di Azione Studentesca Vittoria, mentre il dibattito sarà coordinato da Mario Chiavola.
Il programma della giornata prevede i contributi dell’avvocato Giovanni Moscato, del senatore Salvo Sallemi e dell’onorevole Giorgio Assenza, i quali si confronteranno sul significato del sacrificio del giovane militante nel panorama politico attuale. Particolare rilievo sarà dato agli interventi tecnici di Guido Giraudo, autore del volume, e di Riccardo Ponzio, presidente nazionale di Azione Studentesca, che analizzeranno i documenti e le testimonianze contenute nel saggio.
La presentazione mira a offrire una riflessione storica che superi la mera cronaca, trasformando il ricordo individuale in una lezione di educazione civica contro ogni forma di terrorismo e intolleranza ideologica. L’incontro è aperto a tutta la cittadinanza interessata a comprendere meglio un periodo complesso della storia d’Italia che continua a influenzare il dibattito culturale contemporaneo.



