Il 30 aprile 2026 scade il termine per presentare la domanda di adesione alla rottamazione quinquies, esclusivamente in via telematica. La misura coinvolge i carichi fiscali affidati all’Agente della riscossione tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2023 e rappresenta per molte imprese l’ultima finestra utile per regolarizzare la propria posizione debitoria. Confcommercio lancia però un allarme: troppi Comuni non hanno ancora adottato le delibere necessarie per estendere la misura anche ai tributi locali.
La normativa consente agli enti territoriali di introdurre, con apposita delibera, forme analoghe di definizione agevolata per i tributi di propria competenza — IMU, TARI e altri carichi comunali — in modo da garantire ai contribuenti un trattamento omogeneo rispetto a quanto previsto a livello nazionale. Ma a poche settimane dalla scadenza, la risposta dei Comuni è stata limitata.
Confcommercio ha già sollecitato le Amministrazioni locali nei mesi scorsi, senza ottenere i risultati sperati. L’associazione di categoria rinnova ora l’appello con urgenza, chiedendo l’adozione immediata delle delibere prima che la finestra si chiuda definitivamente.
Il rischio concreto, secondo Confcommercio, è quello di una disparità di trattamento tra contribuenti: le imprese che hanno saldato regolarmente i tributi locali per non incorrere in azioni esecutive si troverebbero penalizzate rispetto a chi ha atteso l’eventuale delibera comunale, beneficiando poi degli stessi sconti su sanzioni e interessi. Una situazione che l’associazione definisce paradossale e contraria ai principi di equità.
Rottamazione quinquies e tributi locali: il nodo delle delibere comunali
Il meccanismo è chiaro: in assenza di un’approvazione tempestiva, molte aziende sarebbero costrette a versare integralmente le somme dovute per evitare pignoramenti e fermi amministrativi, per poi assistere all’introduzione successiva di misure agevolate sui medesimi carichi. Un corto circuito che penalizza le imprese più corrette e più esposte sul piano della liquidità.
L’Agenzia delle Entrate-Riscossione ha già definito il proprio calendario: entro il 30 giugno 2026 invierà ai soggetti aderenti la comunicazione delle somme dovute, con il dettaglio delle rate. Un’approvazione tardiva delle delibere comunali si inserirebbe in questo percorso creando ulteriori complicazioni operative.
Il contesto è quello di un tessuto imprenditoriale locale sotto pressione. Nella sola provincia di Ragusa, come in gran parte del Mezzogiorno, la quota di imprese con posizioni debitorie aperte nei confronti dell’erario e degli enti locali è strutturalmente elevata, amplificata dagli effetti della crisi post-pandemia e dagli aumenti dei costi energetici registrati tra il 2022 e il 2026. Secondo i dati del MEF, il magazzino totale dei crediti affidati alla riscossione in Italia supera i 1.100 miliardi di euro lordi, una quota significativa dei quali riguarda tributi di competenza degli enti locali.
La domanda di adesione alla rottamazione quinquies va presentata esclusivamente online, attraverso il portale dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione, entro il 30 aprile. Per i carichi di natura locale, la possibilità di accedere alla misura agevolata dipende dall’esistenza di una delibera comunale: senza quell’atto, il debito resta soggetto alle ordinarie procedure di riscossione.



