Un uomo di 42 anni residente ad Acate è stato trasferito alla Casa Circondariale di Ragusa dopo che i Carabinieri lo hanno sorpreso più volte fuori dalla propria abitazione in violazione degli arresti domiciliari. Il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Ragusa ha firmato l’ordinanza di custodia cautelare in carcere su richiesta della Procura della Repubblica, ritenendo la misura domiciliare non più sufficiente a contenere la condotta dell’indagato.
L’uomo si trovava agli arresti domiciliari per reati contro il patrimonio. Nel corso dei controlli effettuati dai militari della Stazione di Acate, è stato constatato in più occasioni che l’indagato non era presente in casa, senza che vi fosse un motivo giustificato. Ogni assenza ingiustificata configura il reato di evasione, punito dall’articolo 385 del codice penale con la reclusione fino a tre anni, pena che si cumula con quella relativa al reato per cui la misura era stata disposta.
La reiterazione delle violazioni ha spinto la Procura di Ragusa a chiedere l’aggravamento della misura. Il GIP ha accolto la richiesta, disponendo il passaggio dalla detenzione domiciliare alla custodia cautelare in carcere: una progressione prevista dal codice di procedura penale nei casi in cui la misura applicata si dimostri inadeguata a garantire le esigenze cautelari.
Espletate le formalità di rito, il 42enne è stato condotto presso la Casa Circondariale di Ragusa, dove resta a disposizione dell’Autorità Giudiziaria. Come precisato nelle note ufficiali dei Carabinieri, il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari: tutte le ipotesi accusatorie dovranno essere verificate nel contraddittorio tra le parti. Per l’indagato vale il principio di non colpevolezza fino all’eventuale sentenza di condanna definitiva.



