Mancano esattamente 32 giorni alla chiusura di una delle finestre fiscali più attese dell’anno. Il 30 aprile 2026 scade infatti il termine per aderire alla rottamazione quinquies 2026, la nuova definizione agevolata introdotta dall’ultima Legge di Bilancio. Questa misura permette ai contribuenti di estinguere i debiti affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione tra il 2000 e il 2023, eliminando sanzioni, interessi di mora e aggio. Si paga, in sostanza, solo la quota capitale e le spese di notifica.
Quali cartelle esattoriali rientrano nel beneficio
Non tutti i debiti possono essere inseriti nella domanda. La rottamazione quinquies 2026 riguarda principalmente le imposte derivanti da controlli automatici e formali dell’Agenzia delle Entrate e i contributi previdenziali INPS (esclusi quelli da accertamento). Per quanto riguarda le multe stradali, lo sconto si applica solo su interessi e aggio, mentre la sanzione base resta dovuta. Rimangono invece esclusi i tributi locali come TARI e bollo auto, oltre ai debiti già saldati regolarmente con la precedente rottamazione quater.
Rateizzazione record fino a 54 rate bimestrali
L’aspetto più innovativo di questa edizione è la durata del piano di rientro. Il legislatore ha previsto una rateizzazione fino a 54 rate bimestrali distribuite in nove anni, con un importo minimo di 100 euro a rata. In alternativa, il contribuente può optare per il pagamento in un’unica soluzione entro il 31 luglio 2026. Chi sceglie la rateizzazione vedrà applicato un interesse del 3% annuo a partire dall’agosto 2026. Inoltre, la semplice presentazione della domanda sospende immediatamente pignoramenti, fermi amministrativi e ipoteche in corso.
Come verificare la posizione e inviare la domanda
Prima di procedere, è consigliabile richiedere il Prospetto informativo sul sito dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione. Questo documento elenca i debiti definibili e calcola l’importo scontato. La procedura per la rottamazione quinquies 2026 è esclusivamente telematica e richiede l’accesso tramite SPID, CIE o CNS.
Bisogna però prestare massima attenzione alle scadenze: il mancato pagamento anche di sole due rate, anche non consecutive, comporta la perdita definitiva dei benefici. In quel caso, le somme già versate saranno trattenute come acconto e torneranno a pesare sanzioni e interessi originari.




