L’INPS ha dato il via ai pagamenti dell’Assegno Unico di marzo 2026, ma per migliaia di famiglie italiane il bonifico in arrivo tra il 19 e il 20 marzo potrebbe riservare sorprese, sia in positivo che in negativo. Al centro della questione c’è l’aggiornamento dell’ISEE tramite la DSU (Dichiarazione Sostitutiva Unica), strumento indispensabile per sbloccare le cifre massime e gli arretrati.
Rivalutazione Istat e importi minimi
Da questo mese, le prestazioni accolte beneficeranno di un adeguamento all’inflazione del +1,4%, basato sulle stime Istat. Tuttavia, chi non ha aggiornato il proprio profilo economico entro lo scorso 28 febbraio subirà una penalizzazione automatica: l’erogazione dell’importo minimo di 58,30 euro per figlio (cifra riconosciuta anche ai redditi oltre i 46.582,71 euro o in assenza di ISEE).
La “ciambella di salvataggio” del 30 giugno
Sebbene il termine ordinario di febbraio sia scaduto, i genitori hanno ancora una possibilità per recuperare le somme perse.
- Entro il 30 giugno 2026: È l’ultima chiamata per presentare l’ISEE aggiornato. Chi rispetta questa scadenza otterrà non solo l’adeguamento della quota mensile a partire da luglio, ma anche il conguaglio degli arretrati maturati da gennaio.
- Dopo il 30 giugno: Presentare l’ISEE in ritardo permetterà di ottenere l’importo corretto solo per i mesi successivi, senza alcuna possibilità di recuperare le somme non percepite nella prima metà dell’anno.
Quanto si rischia di perdere?
La differenza tra l’importo minimo e quello massimo è abissale. Non rinnovare la certificazione ISEE comporta la perdita immediata di tutte le maggiorazioni (per genitori lavoratori, per figli sotto l’anno di età o per carichi familiari numerosi).
Esempio pratico: Un nucleo familiare con un ISEE inferiore a 17.468,51 euro ha diritto a circa 203,80 euro mensili per figlio. Senza ISEE aggiornato, la quota crolla a 58,30 euro.
Il danno economico: Una perdita secca di circa 145,50 euro al mese per ogni figlio.
Rinnovo automatico e modalità di domanda
È bene ricordare che per il 2026 non è necessario inviare una nuova domanda se quella precedente è ancora valida: l’Assegno Unico si rinnova automaticamente. L’unico obbligo resta l’invio della DSU.
Come presentare la domanda (per chi non l’ha mai fatta):
- Online: Tramite il portale INPS con SPID, CIE o CNS.
- Assistenza: Rivolgendosi gratuitamente ai Patronati.
- Contact Center: Chiamando l’803.164 (rete fissa) o lo 06 164.164 (cellulare).




