“Gli aumenti indiscriminati dei carburanti rischiano di far fare alla nostra economia un salto indietro di anni e di vanificare gli sforzi che tutti (mondo politico, imprenditoria, produttori e cittadini) abbiamo fatto per uscire dalla crisi economica che ha caratterizzato il nostro passato recente”. Parole dell’Onorevole Ignazio Abbate che punta l’attenzione soprattutto sullo tsunami che si sta abbattendo sul comparto agricolo a causa dell’impennata delle tariffe relative al gasolio agricolo.
“In due settimane – continua il Presidente della I Commissione Affari Istituzionali – si è passati da un prezzo di 0,92 centesimi al litro, prezzo del 28 febbraio, a 1,30 euro di oggi. Circa il 30% di aumento in pochissimi giorni che si ripercuoterà inevitabilmente sul già instabile stato di salute della nostra agricoltura, che già deve confrontarsi con innumerevoli problematiche di vecchia data. E il peggio deve ancora venire perché gli analisti ipotizzano che tale prezzo possa salire ancora fino a raggiungere i picchi registrati all’indomani dell’inizio della guerra in Ucraina ovvero 1,54 al litro. Tra l’altro ci avviamo verso la primavera, verso la stagione in cui i lavori agricoli si intensificano notevolmente e con essi naturalmente anche il consumo di gasolio salirà alle stelle. E’ in quel momento che si avvertiranno maggiormente gli effetti di questa impennata dei prezzi. Il nostro obiettivo è quello di arrivare a quel momento con una soluzione tampone già pronta.
Negli ultimi giorni ho avuto fitti colloqui con le associazioni di categoria, come la Coldiretti, e con gli stessi lavoratori che hanno chiesto l’aiuto della politica per tamponare questa nuova emergenza rincari. Ho preso impegno con ognuno di loro che mi farò portavoce a Palermo della necessità di trovare le giuste risorse da devolvere al comparto agricolo che possano coprire gli aumenti dei prezzi portandoli al livello pre – crisi in medio oriente. L’agricoltura è il comparto trainante per l’economia della nostra isola e in quanto tale dobbiamo fare di tutto per mettere i suoi addetti nelle migliori condizioni possibili per lavorare”.




