Per molti cittadini in regime di disoccupazione NASpI, il mese di marzo rappresenta un momento di attesa per il cosiddetto trattamento integrativo (l’evoluzione del Bonus Renzi). Spesso la domanda sorge spontanea: perché l’indennità principale arriva, ma i 100 euro extra sembrano sparire o tardare?
La risposta risiede nelle particolari modalità con cui l’INPS gestisce i flussi di pagamento per chi non ha un contratto di lavoro dipendente attivo.
Quando arriva il pagamento a marzo 2026?
Per il mese corrente, le lavorazioni dell’Istituto di previdenza indicano una finestra temporale ben precisa:
- Date calde: Gli accrediti dovrebbero partire ufficialmente da venerdì 13 marzo.
- Possibili variazioni: Non sono rari piccoli anticipi a giovedì 12 o lievi slittamenti a lunedì 16 marzo.
È bene ricordare che la gestione è affidata alle sedi territoriali INPS, il che spiega perché in alcune città il bonifico arrivi con qualche giorno di differenza rispetto ad altre.
Il meccanismo: perché il bonus non è sempre mensile?
A differenza dei lavoratori dipendenti, che vedono i 100 euro fissi in busta paga ogni mese, per i disoccupati la procedura è più complessa. L’INPS agisce spesso con una strategia di prudenza:
- Pagamento “nudo”: L’Istituto versa la sola quota NASpI.
- Verifica della capienza: Monitora che il beneficiario non superi le soglie di reddito previste.
- Conguaglio o Cumulo: Spesso il bonus viene pagato in soluzioni cumulative (ad esempio 200 o 300 euro insieme) per coprire le mensilità pregresse in un unico versamento.
Chi ha diritto ai 100 euro? I paletti del 2026
Il diritto al trattamento integrativo non è universale, ma legato a strette fasce di reddito e alla “capienza fiscale” (ovvero l’imposta lorda deve superare le detrazioni spettanti):
- Fascia fino a 15.000 €: Il bonus spetta solitamente per l’intero importo (1.200 € annui).
- Fascia 15.000 € – 28.000 €: Qui il calcolo si complica. Il bonus scatta solo se la somma di alcune detrazioni (spese sanitarie, mutui, ristrutturazioni, carichi familiari) supera l’imposta dovuta. In pratica, serve a compensare chi “perderebbe” le detrazioni perché ha poche tasse da pagare.
- Sotto gli 8.174 € (No Tax Area): In questa fascia generalmente il bonus non spetta, poiché non sono dovute tasse.
Come monitorare l’accredito
Se non visualizzate la somma, il consiglio è di non attendere passivamente ma di consultare il Fascicolo Previdenziale del Cittadino sul portale INPS (accessibile tramite SPID, CIE o CNS). All’interno della sezione “Pagamenti” è possibile verificare:
- Il dettaglio della prestazione.
- La presenza della voce “Trattamento integrativo L. 21/2020”.
- Eventuali conguagli a credito.
In sintesi: Se non ricevete i 100 euro questo mese, non significa che siano persi. Se i requisiti di reddito sono rispettati, l’importo verrà recuperato o con una ricarica cumulativa nei mesi estivi o, al più tardi, come credito d’imposta nel Modello 730 dell’anno successivo.




