Il mese di marzo segna il momento del “grande ricalcolo” per l’Assegno Unico Universale (AUU). Molti nuclei familiari vedranno accreditarsi somme superiori rispetto ai mesi precedenti: non si tratta di un errore, ma del conguaglio automatico effettuato dall’INPS. Questo meccanismo serve a restituire alle famiglie le somme non percepite a inizio anno a causa del mancato allineamento tra i redditi vecchi e i nuovi dati ISEE.
Il calendario: segnate il 19 e 20 marzo
Le date da tenere d’occhio per l’accredito ordinario sono giovedì 19 e venerdì 20 marzo 2026. In queste giornate, i beneficiari riceveranno la mensilità corrente comprensiva degli arretrati maturati. Per chi invece ha presentato una nuova domanda o ha subito variazioni importanti nella composizione del nucleo, il pagamento slitterà come di consueto all’ultima settimana del mese.
Il meccanismo del conguaglio: come nascono gli arretrati?
L’assegno di marzo è il primo dell’anno a essere calcolato interamente sulla base dell’ISEE 2026. Poiché a gennaio e febbraio l’INPS ha erogato le somme basandosi ancora sui dati del 2025, si è creato un disallineamento:
- Effetto Retroattivo: L’ISEE presentato entro il 28 febbraio ha validità dal 1° gennaio.
- Il Rimborso: Se il nuovo ISEE dà diritto a una quota superiore rispetto a quella ricevuta nei primi due mesi, l’INPS versa ora la differenza in un’unica soluzione.
- Casi particolari: Gli arretrati scattano anche per chi ha avuto un figlio nei primi mesi dell’anno o ha visto peggiorare la propria situazione economica, passando a una fascia ISEE più vantaggiosa.
Ultima chiamata per gli arretrati: la scadenza del 30 giugno
Per chi non è riuscito ad aggiornare l’ISEE entro la fine di febbraio, la normativa offre ancora una finestra di salvataggio:
- Entro il 30 giugno: Presentando la DSU entro questa data, si ha ancora diritto a ricevere tutti gli arretrati a partire da marzo.
- Dopo il 30 giugno: Chi si muove in ritardo riceverà l’importo corretto solo dal mese successivo alla presentazione, perdendo definitivamente la possibilità di recuperare le somme pregresse. In questo caso, i mesi passati con la “quota minima” (circa 58 euro) resteranno tali.
Quanto spetta nel 2026?
Grazie alla rivalutazione per l’inflazione (+1,4%), le soglie sono state ritoccate verso l’alto:
- Importo Massimo: Può raggiungere circa 203,80 euro per figlio per chi ha l’ISEE più basso.
- Importo Minimo: Si attesta intorno ai 58 euro per chi supera le soglie massime o non presenta l’attestazione.
- Maggiorazioni: Restano attivi i bonus per le madri under 21, i genitori entrambi lavoratori, i figli disabili (senza limiti di età) e i nuclei numerosi.




