Lavarsi i denti ogni giorno potrebbe sembrare un gesto banale, ma la scienza continua a dimostrare che è uno dei comportamenti più importanti per vivere più a lungo e in salute. Non si tratta solo di evitare carie o alito cattivo: la cura delle gengive influisce direttamente sul benessere dell’intero organismo e può persino rallentare l’invecchiamento.
A ricordarlo è Il dottor Jason M. Auerbach chirurgo maxillo‑facciale certificato negli Stati Uniti, specializzato in impianti dentali, formatosi alla New York University e al SUNY‑Downstate.
Gengivite e parodontite: perché sono così pericolose
La malattia gengivale – che si presenti come semplice gengivite o come parodontite – è un’infiammazione dei tessuti molli che circondano i denti. È un’infezione vera e propria, capace di generare un livello di infiammazione che, nel tempo, può avere conseguenze molto serie.
“L’infiammazione cronica dei tessuti gengivali aumenta il rischio di declino cognitivo, compreso l’Alzheimer”, spiega Auerbach. L’infiammazione restringe i vasi sanguigni, riduce l’afflusso di sangue a organi vitali come cuore e cervello e può peggiorare condizioni croniche come il diabete.
Secondo i Centers for Disease Control and Prevention (CDC), una parodontite non trattata è associata a un rischio maggiore di malattie cardiache, polmoniti, Alzheimer e persino alcuni tumori. L’American Academy of Periodontology cita dati significativi: gli uomini con malattia gengivale hanno il 49% di probabilità in più di sviluppare un tumore ai reni, il 54% in più di sviluppare un tumore al pancreas e il 30% in più di sviluppare tumori del sangue.
Un recente studio giapponese ha inoltre evidenziato che le persone con più denti sani o restaurati vivono più a lungo rispetto a chi ha perso tutti i denti.
“La salute della bocca nel suo complesso riflette la salute generale del corpo”, sottolinea Auerbach.
La prevenzione parte da una routine semplice
La ricetta per proteggere le gengive – e quindi la salute generale – è sorprendentemente semplice: pulizie dentali regolari, spazzolamento due volte al giorno e uso quotidiano del filo interdentale. Quest’ultimo, avverte Auerbach, è “tremendamente importante”, ma ancora troppo trascurato.
La costanza è più importante della perfezione. Non bisogna scoraggiarsi se le gengive sanguinano – segnale che si sta iniziando a rimuovere correttamente la placca – né preoccuparsi troppo della tecnica.
“L’importante è iniziare e farlo ogni giorno”, conclude il chirurgo. “Che si tratti di filo interdentale o di un idropulsore, la chiave è non saltare la routine”.




