La Rottamazione quinquies, introdotta dalla Legge di Bilancio 2026 (L. 199/2025), non è un semplice “sconto fiscale”, ma una complessa operazione di ristrutturazione del debito per cittadini e imprese. Se gestita con attenzione, permette di abbattere il peso delle cartelle esattoriali accumulate tra il 2000 e il 2023, eliminando zavorre che spesso hanno raddoppiato la cifra originaria.
I vantaggi: ripartire con il “passaporto” fiscale
Aderire alla Quinquies significa puntare a due obiettivi fondamentali:
- Risparmio netto: Si paga solo la quota capitale e le spese di notifica. Addio a sanzioni, interessi di mora e aggio.
- Operatività immediata: Per imprese e professionisti, la domanda garantisce il rilascio di un DURC regolare, fondamentale per partecipare a gare d’appalto e sbloccare pagamenti della Pubblica Amministrazione.
Il piano di rientro: una maratona di 9 anni
Il legislatore ha previsto una flessibilità senza precedenti per quanto riguarda la dilazione:
- Soluzione unica: Entro il 31 luglio 2026.
- Rateizzazione: Fino a 54 rate bimestrali, distribuendo il debito su un arco di 9 anni.
Attenzione: Sulle rate matureranno interessi al tasso convenzionale a partire dal 1° agosto 2026. La scelta della rateizzazione è un impegno a lungo termine che richiede una solida pianificazione finanziaria.
La nuova disciplina della decadenza: il limite dei “due errori”
A differenza del passato, le regole emerse da Telefisco 2026 offrono un piccolo margine di manovra. La perdita dei benefici non è più immediata al primo ritardo, ma scatta solo se:
- Si omettono due rate (anche non consecutive).
- Non si versa l’ultima rata del piano (per la quale non è prevista alcuna tolleranza).
- Si manca il pagamento dell’unica soluzione entro il termine.
Un’insidia tecnica è rappresentata dall’imputazione automatica: se si salta una rata e si paga la successiva, l’AdER coprirà il debito cronologicamente più vecchio. Questo può “nascondere” un’insolvenza e portare alla decadenza improvvisa proprio verso la fine del percorso.
Perimetro della sanatoria: cosa resta fuori?
Non tutto il debito è rottamabile. È essenziale distinguere tra i carichi definibili e quelli esclusi:
| SÌ (Rottamabili) | NO (Esclusi) |
| Tasse da dichiarazioni o controlli automatici. | Debiti da accertamenti sostanziali pendenti. |
| Contributi INPS (non da accertamento). | Tributi locali (IMU, TARI, salvo rari casi). |
| Sanzioni amministrative (maggiorazioni). | Debiti affidati dopo il 31 dicembre 2023. |
| Chi è decaduto dalla Quater prima del 30/09/25. | Cartelle già saldate o stralciate. |
Come e quando muoversi
La finestra temporale è stretta e i tempi sono certi:
- Domanda di adesione: Entro il 30 aprile 2026, esclusivamente in via telematica sul portale AdER.
- Risposta dell’AdER: Entro il 30 giugno 2026 riceverete il prospetto con gli importi dovuti e i bollettini.
Il consiglio finale: l’analisi del Prospetto Informativo
Prima di cliccare “invia”, è caldamente consigliato richiedere il Prospetto Informativo personalizzato. Questo documento permette di visionare in anticipo quali carichi sono definibili e di simulare l’impatto delle rate sul proprio bilancio familiare o aziendale. Una ripartenza economica richiede prudenza: meglio escludere una cartella incerta che rischiare di far saltare l’intero piano per eccesso di ottimismo.




