Vittoria – È andato in scena sabato sera, al Teatro Comunale Vittoria Colonna di Vittoria, lo spettacolo “La creatura del desiderio” di Andrea Camilleri, con Massimo Venturiello, direzione musicale di Pasquale Laino e l’esecuzione dal vivo del Quartetto Klezmer (quattro elementi e una voce femminile).
Dopo il primo appuntamento della stagione, Caro Carosello di Clara Costanzo, il secondo incontro di “Vittoria… Colonna d’Arte”, sotto la Direzione Artistica di Tiziana Bellassai, ha confermato la cifra di qualità e profondità del cartellone 2025/2026.
Come da tradizione, anche questo appuntamento è stato introdotto da Federica Bisegna e Vittorio Bonaccorso della Compagnia G.o.D.o.T., che per l’occasione hanno emozionato il pubblico con la lettura di due sonetti d’amore di Pablo Neruda e Federico García Lorca, creando un suggestivo preludio poetico allo spettacolo.
In scena “La creatura del desiderio”, una delle storie sentimentali più inquietanti e affascinanti del Novecento: la relazione tormentata tra il pittore Oskar Kokoschka e Alma Mahler, vedova del grande compositore Gustav Mahler.
Andrea Camilleri costruisce un racconto intenso e visionario, che intreccia biografia, ossessione amorosa e riflessione sull’atto creativo. Cuore drammaturgico del testo è il gesto estremo del protagonista che, incapace di accettare l’abbandono di Alma, decide di far realizzare una bambola con le sue fattezze: simbolo potente di desiderio, perdita e follia.
Massimo Venturiello è protagonista assoluto dello spettacolo, con una presenza scenica magnetica. Il suo Kokoschka è febbrile, fragile e insieme ironico, attraversato da una tensione emotiva costante. L’attore lavora con grande finezza sulle sfumature psicologiche, trascinando lo spettatore nella progressiva discesa nell’ossessione. La parola di Camilleri, densa e suggestiva, trova in Venturiello un interprete capace di alternare registri narrativi e confessionali con naturalezza, dando vita a una messa in scena sospesa tra realtà e memoria.
Le musiche klezmer, eseguite dal vivo sotto la direzione di Pasquale Laino, non sono semplice accompagnamento, ma vera e propria anima dello spettacolo. I suoni malinconici e vibranti creano un ponte emotivo tra racconto e spettatore, amplificando i momenti di solitudine e quelli di passione travolgente. In più passaggi la musica si fa quasi un secondo narratore, sottolineando il confine sottile tra amore e ossessione.
Uno spettacolo raffinatissimo e coinvolgente, accolto con entusiasmo dalla numerosissima platea, che ha premiato con lunghi applausi sia la bravura di Venturiello che l’abbinamento perfetto tra musica e prosa, reso prodigioso dalla caratura dei musicisti. Un’altra scelta particolarmente apprezzata della Direzione Artistica.
A margine dello spettacolo, Massimo Venturiello ha dichiarato: «Il Teatro Vittoria Colonna è un teatro accogliente, con un pubblico caldo e soprattutto reattivo. Un pubblico così, per un attore, è avvolgente». Sul testo ha aggiunto: «È un testo un po’ morboso, se vogliamo, ma profondamente appassionante e doloroso».
Prossimo appuntamento
Domenica 15 febbraio, alle ore 17,30, spazio al Teatro Ragazzi. In scena Laura Kibel con “A piede libero”.. Uno spettacolo per grandi e piccini, a metà strada tra mimo e teatro di figura, reinventato dall’artista veronese che trasforma i piedi — vestiti di mille accessori — in protagonisti ironici e drammatici, capaci di raccontare storie di ieri e di oggi con leggerezza e poesia.




