L’influencer e youtuber Sofia Viscardi, intervistata dal Sole 24 Ore, descrive un fenomeno sempre più evidente tra gli adolescenti: la salute mentale è diventata un trend digitale. Secondo Viscardi, il problema non è più lo stigma, ma la “estetizzazione del malessere”, un processo che porta molti giovani ad auto‑diagnosticarsi disturbi psicologici semplicemente perché se ne parla online.
Viscardi sottolinea che i social non sono progettati per tutelare il benessere mentale, ma per massimizzare il tempo di permanenza degli utenti. Gli algoritmi alimentano un flusso continuo di contenuti personalizzati che generano un “rush dopaminico”, spingendo gli utenti a restare connessi e rendendo difficile distinguere tra informazione utile e narrazione tossica.
Salute mentale non è solo assenza di patologia
Nell’intervista al Sole 24 Ore, Viscardi chiarisce che la salute mentale non coincide con l’assenza di disturbi, ma con la capacità di gestire:
- sovraccarico informativo
- pressione sociale
- confronto costante con modelli irrealistici
- contenuti filtrati e modificati
Secondo lei, serve una nuova alfabetizzazione emotiva e digitale, capace di aiutare i giovani a interpretare correttamente ciò che vedono online.
Il Piano nazionale sulla salute mentale: cosa prevede
Il Piano di azione nazionale sulla salute mentale, pubblicato in Gazzetta Ufficiale, dedica un intero capitolo all’età evolutiva e al passaggio verso i servizi per adulti. Il documento è stato elaborato dal tavolo di lavoro coordinato dallo psichiatra Alberto Siracusano.
Gli obiettivi principali:
- rafforzare la rete territoriale
- colmare la carenza di personale
- migliorare la presa in carico dei giovani
- integrare il ruolo del Terzo settore, in particolare le associazioni familiari
Siracusano sottolinea che il coinvolgimento delle associazioni è essenziale per garantire continuità assistenziale e supporto reale alle famiglie.
Risorse insufficienti: un problema storico
Il Piano affronta anche due capitoli critici: la salute psichiatrica nelle carceri e nelle Rems. Nonostante l’urgenza, i fondi restano limitati: l’ultima legge di bilancio ha stanziato 240 milioni di euro, di cui 30 milioni destinati alle assunzioni.
La quota dedicata alla salute mentale è da sempre tra le più basse nel finanziamento della sanità pubblica, e questo rende difficile costruire un sistema realmente efficace.
FAQ
Perché la salute mentale è diventata un trend sui social? Perché i contenuti emotivi generano engagement. Questo porta a una sovraesposizione del tema e a un rischio di banalizzazione del disagio.
Cosa propone il Piano nazionale sulla salute mentale? Rafforzamento dei servizi territoriali, più personale, integrazione del Terzo settore e maggiore attenzione all’età evolutiva.
Perché le risorse sono considerate insufficienti? Perché la salute mentale riceve storicamente una quota minima dei fondi sanitari, non proporzionata alla crescita del disagio psicologico.




