Entro il 30 aprile 2026, milioni di contribuenti dovranno decidere come affrontare il proprio debito con l’Agenzia delle Entrate-Riscossione (AdER). Sebbene la tendenza naturale sia quella di raggruppare tutte le pendenze in un’unica istanza, gli esperti suggeriscono una strategia diversa: lo “spacchettamento” dei carichi in più domande separate.
Questa scelta non è solo una questione burocratica, ma una vera e propria mossa difensiva per gestire eventuali crisi di liquidità nel corso dei prossimi nove anni.
Perché conviene dividere le cartelle?
La normativa della Rottamazione-quinquies è molto rigida: basta saltare due rate (anche non consecutive) o l’ultima quota del piano per perdere definitivamente ogni beneficio.
- Il rischio del blocco unico: Se inserite 10 cartelle in una sola domanda e, a metà percorso, non riuscite a pagare, la decadenza colpirà l’intero debito. Tutte le sanzioni e gli interessi eliminati dalla sanatoria verrebbero ripristinati istantaneamente su ogni singola cartella.
- Il vantaggio della suddivisione: Presentando istanze distinte (ad esempio, una domanda per ogni cartella o per piccoli gruppi), ogni procedimento diventa indipendente. In caso di difficoltà economica, potrete scegliere quali bollettini pagare, “salvando” la rottamazione per alcuni debiti e lasciando decadere solo gli altri.
Cosa succede dopo l’invio delle istanze
Chi decide di optare per la strategia delle domande multiple deve essere consapevole della gestione amministrativa che ne consegue. L’AdER, infatti, elaborerà ogni pratica autonomamente:
- Comunicazioni multiple: Entro il 30 giugno 2026, riceverete una “Comunicazione delle somme dovute” per ciascuna domanda inviata.
- Set di bollettini separati: Ogni comunicazione conterrà il proprio piano di ammortamento e i relativi moduli di pagamento.
- Gestione dei pagamenti: Sarà vostra responsabilità monitorare le scadenze di ogni set di bollettini.
Scadenze e tolleranza: occhio al calendario
La data chiave per il debutto dei pagamenti è il 31 luglio 2026. È fondamentale ricordare che:
- Zero tolleranza: A differenza di passate edizioni, non sono previsti i classici 5 giorni di tolleranza per la prima rata.
- La soglia delle due rate: La decadenza scatta ufficialmente solo al mancato versamento della seconda rata. Questo significa che, tecnicamente, il piano resta valido anche se il primo pagamento slitta alla scadenza successiva del 30 settembre, purché si regolarizzi la posizione.
Un limite da considerare: la rateizzazione ordinaria
Prima di decidere quali cartelle far decadere, è bene valutare gli effetti a lungo termine. Per i debiti che erano già oggetto di una rateizzazione ordinaria prima della rottamazione, la decadenza dalla quinquies è definitiva: non sarà infatti possibile richiedere nuovi piani di dilazione ordinari per quegli stessi carichi.




