La nuova Rottamazione quinquies, introdotta dalla Legge di Bilancio 2026, entra nella fase operativa con la pubblicazione della modulistica ufficiale e dei primi chiarimenti interpretativi. Tuttavia, le FAQ pubblicate dall’Agenzia delle Entrate-Riscossione il 20 gennaio 2026 gettano una luce fredda sulle aspettative di molti contribuenti: il perimetro della sanatoria è più stretto del previsto.
Il “muro” sugli avvisi di accertamento
Il chiarimento più significativo riguarda la natura dei debiti definibili. Nonostante la norma copra i carichi affidati alla riscossione tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2023, l’Agenzia ha ribadito un confine netto: sono esclusi tutti i debiti derivanti da avvisi di accertamento.
La sanatoria è infatti circoscritta esclusivamente alle somme scaturite da:
- Controlli automatici e formali (artt. 36-bis e 36-ter del DPR 600/73 per le imposte sui redditi; artt. 54-bis e 54-ter del DPR 633/72 per l’IVA). In pratica, si tratta delle irregolarità emerse direttamente dalle dichiarazioni annuali presentate dal contribuente.
- Contributi previdenziali INPS, a patto che non siano legati ad attività di accertamento dell’Istituto.
- Multe stradali (Prefetture), limitatamente allo sconto su interessi e aggio.
Il nodo del contenzioso e la rinuncia obbligatoria
Un capitolo complesso riguarda le cartelle attualmente oggetto di disputa legale. La FAQ n. 9 di AdER conferma che è possibile “rottamare” i carichi in contenzioso, ma a una condizione inderogabile: la rinuncia ai giudizi pendenti.
Il contribuente che intende aderire deve indicare espressamente nella domanda la pendenza del giudizio e impegnarsi ad abbandonarlo. L’iter prevede:
- Sospensione: Il giudice sospende il processo dietro presentazione della copia della domanda di adesione.
- Estinzione: Il giudizio si estingue definitivamente solo con il pagamento della prima (o unica) rata. Questo comporta l’inefficacia di eventuali sentenze o provvedimenti già emessi ma non ancora passati in giudicato.
Attenzione alla tipologia di ricorso
Secondo gli esperti, il silenzio della norma suggerisce prudenza: è probabile che possano essere portati in rottamazione solo i contenziosi che riguardano, ancora una volta, gli omessi versamenti da controllo automatizzato. Accettare la tesi opposta — ovvero che qualsiasi cartella in contenzioso possa essere sanata — significherebbe includere carichi (come quelli da accertamento puro) che la legge esclude esplicitamente.
I vantaggi della definizione
Per i carichi che rientrano nei requisiti, il risparmio resta notevole. L’adesione permette di azzerare:
- Sanzioni amministrative.
- Interessi di mora e interessi iscritti a ruolo.
- Aggio della riscossione.
Restano invece interamente dovuti il capitale, le spese per le procedure esecutive e i diritti di notifica.
In sintesi: cosa controllare prima di inviare la domanda
- Controlla l’origine: Se la cartella deriva da un avviso di accertamento “puro” (es. rettifica del reddito), la risposta sarà negativa.
- Valuta il ricorso: Se hai un contenzioso aperto, valuta se la rinuncia è conveniente rispetto alle probabilità di vittoria.
- Scadenze: Hai tempo per analizzare la tua posizione, ma ricorda che la domanda deve essere presentata esclusivamente online.




