Per milioni di famiglie italiane, il 1° gennaio 2026 non ha segnato solo l’inizio del nuovo anno, ma l’avvio di una vera e propria rivoluzione nel calcolo della ricchezza familiare. Il rinnovo dell’ISEE (Indicatore della Situazione Economica Equivalente) non è più una semplice pratica burocratica, ma il “telecomando” che stabilisce l’entità degli aiuti statali per i mesi a venire.
Con l’entrata in vigore delle novità previste dalla Legge di Bilancio 2026, il sistema si fa più generoso con chi ha figli, ma punisce severamente chi dimentica le scadenze.
Il rischio “Assegno Minimo”: la scadenza di marzo
La vecchia attestazione ISEE è ufficialmente scaduta il 31 dicembre scorso. Per gennaio e febbraio l’INPS garantisce una fase di transizione, ma il tempo stringe:
- Da marzo 2026: In assenza di una nuova Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU), l’Assegno Unico verrà automaticamente tagliato alla quota minima di legge (circa 58-60 euro).
- Entro il 30 giugno: Resta l’ultima finestra utile per recuperare gli arretrati. Chi presenta l’ISEE entro questa data riceverà il conguaglio delle somme perse da marzo; oltrepassato il termine, i soldi non accreditati andranno perduti definitivamente.
La “Ricetta” del Nuovo ISEE: casa e famiglie numerose
La riforma 2026 non è un semplice aggiornamento tecnico, ma un cambio di filosofia che mira a proteggere il patrimonio immobiliare e i nuclei numerosi.
1. La franchigia sulla prima casa
Il peso della casa di proprietà nell’indicatore viene drasticamente ridotto. La soglia di valore esclusa dal calcolo sale a:
- 91.500 euro per la generalità dei comuni;
- 120.000 euro per i residenti nelle Città Metropolitane (come Roma, Milano, Napoli, Palermo o Catania).
2. Il “Bonus” figli nel calcolo
Per favorire la natalità, il nuovo sistema introduce un abbattimento del patrimonio di 2.500 euro per ogni figlio convivente oltre il primo. Inoltre, la scala di equivalenza è stata potenziata: a parità di reddito, una famiglia con più figli risulterà ora “più povera” sulla carta (avendo un ISEE più basso) e dunque con diritto a sussidi più alti.
Risparmi esclusi: Titoli di Stato e Buoni Postali
Resta confermata l’importante agevolazione sul risparmio: fino a 50.000 euro investiti in Titoli di Stato (BOT, BTP), Buoni Fruttiferi Postali e Libretti di Risparmio non vengono conteggiati nel patrimonio mobiliare.
Attenzione: Se utilizzate la DSU precompilata sul sito INPS, l’esclusione è automatica; se optate per l’autodichiarazione cartacea o presso CAF, ricordatevi di indicare esplicitamente questi titoli per non alzare inutilmente il vostro ISEE.
Cosa succede alle domande respinte?
L’INPS ha annunciato un “salvagente” tecnologico: i sistemi informatici ricalcoleranno d’ufficio le domande di prestazioni (come l’Assegno di Inclusione o il Bonus Nido) che erano state respinte con le vecchie regole. Grazie ai nuovi parametri più favorevoli, molte di queste richieste potrebbero ora essere accolte senza che il cittadino debba muovere un dito.




