Con il semaforo verde della Legge di Bilancio 2026 (Legge n. 199/2025), entra ufficialmente in vigore la Rottamazione quinquies. La quinta edizione della definizione agevolata si presenta come un’ancora di salvezza per i contribuenti, ma porta con sé paletti d’accesso molto rigidi e una gestione dei flussi finanziari che non ammette distrazioni.
Il legislatore ha disegnato questa misura (art. 1, co. 82 e ss.) con un obiettivo preciso: recuperare le somme dichiarate ma mai versate, la cosiddetta “compliance mancata”.
Il perimetro della sanatoria: chi rientra?
La finestra temporale stabilita riguarda i debiti affidati all’Agente della Riscossione in un arco di ventitré anni: dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023.
A differenza del passato, il focus è ristretto:
- Imposte da dichiarazione: IVA e Redditi derivanti da liquidazioni automatiche o controlli formali (ex artt. 36-bis, 36-ter DPR 600/73 e 54-bis DPR 633/72).
- Contributi previdenziali: inclusi i debiti INPS, purché non originati da accertamenti d’ufficio.
Il vantaggio economico: L’adesione permette di stralciare interamente sanzioni, interessi di mora e aggio. Al contribuente resta da pagare solo la quota capitale, oltre alle spese vive per notifiche o procedure esecutive.
L’insidia del Comma 90: rimborsi vietati
L’aspetto più delicato della nuova norma, che richiede estrema cautela da parte di cittadini e consulenti, riguarda l’irreversibilità dei pagamenti. Secondo il comma 90, qualunque somma versata per debiti “rottamabili” viene acquisita definitivamente dall’Erario. Non è previsto alcun rimborso, indipendentemente dal momento in cui il versamento viene effettuato.
Questo si traduce in due rischi principali per il portafoglio:
- L’errore del pagamento anticipato: Saldare una cartella prima di aver presentato formalmente la domanda di adesione alla Quinquies è un errore fatale. In questo caso, il contribuente paga il debito “pieno” (con sanzioni e interessi) e perde il diritto allo sconto, poiché quelle somme sono già state incassate dal riscossore a titolo definitivo.
- Il versamento post-domanda: Se, dopo aver inviato l’istanza, il contribuente continua per errore a pagare vecchie rateizzazioni o salda una cartella già inserita nella rottamazione, non potrà riavere indietro il denaro. L’unico “paracadute” è che tali somme verranno scalate dalla quota capitale del piano di rottamazione, ma la parte relativa a sanzioni e interessi (che sarebbe stata azzerata) andrà definitivamente persa.
Considerazioni finali: il tempismo è tutto
La Rottamazione Quinquies non è solo una questione di cifre, ma di strategia temporale. Per non vanificare il risparmio promesso dallo Stato, è essenziale sospendere ogni versamento relativo ai carichi definibili non appena si decide di aderire, attendendo il calcolo ufficiale delle rate da parte dell’AdER.
In sintesi: La fretta di pagare, in questa fase di transizione, può costare cara quanto il debito stesso.




