L’ASP di Ragusa rafforza il proprio impegno nella cooperazione sanitaria internazionale, portando competenze, formazione e assistenza specialistica anche nei contesti più fragili. Nei giorni scorsi, presso la Sala Zuccari di Palazzo Giustiniani, nell’ambito di un’iniziativa ospitata dal Senato della Repubblica, è stata presentata la missione umanitaria che vedrà protagonisti il Professor Roy De Vita e Walter Morale, Direttore della U.O.C. Nefrologia e Dialisi di Modica.
La delegazione è partita per la Regione di Lambayeque, in Perù, con destinazione l’ospedale regionale di Chiclayo, città nota anche per essere stata la diocesi di Papa Leone XIV. L’iniziativa, organizzata col supporto di Ripartiamo APS, unisce alta specializzazione clinica, formazione professionale e cooperazione umanitaria, con l’obiettivo di contribuire al rafforzamento delle competenze sanitarie locali.
Il Prof. Roy De Vita, insieme al proprio team, sarà impegnato in interventi di ricostruzione mammaria destinati a donne sottoposte a mastectomia per patologie oncologiche. Il dottor Walter Morale, affiancato dal dottor Alessio Sturiale, svolgerà attività chirurgica vascolare finalizzata alla realizzazione di fistole artero-venose per pazienti affetti da insufficienza renale cronica in trattamento dialitico, oltre a momenti di formazione e confronto professionale con gli operatori sanitari peruviani.
Il valore della missione non si esaurisce nell’attività clinica, ma riguarda anche il confronto tra sistemi sanitari, la condivisione delle competenze e il principio dell’accesso alle cure come diritto fondamentale.
«Ho avuto il privilegio di partecipare e coordinare diverse esperienze di cooperazione sanitaria in contesti caratterizzati da fragilità assistenziali, in Africa, India, America Latina e altre aree del mondo – dice Morale -. Luoghi nei quali una visita medica, un farmaco essenziale, un ecografo o semplicemente l’accesso alle cure, che per noi possono apparire scontati, rappresentano invece un’opportunità straordinaria. Queste esperienze mi hanno insegnato una verità semplice ma fondamentale: la dignità della persona passa inevitabilmente attraverso il diritto ad essere curata, ascoltata e accompagnata nel proprio percorso di malattia».
«Ogni volta che incontriamo un bambino che non ha mai visto un medico specialista, una madre costretta a percorrere centinaia di chilometri per una visita o un paziente che non può accedere a terapie salvavita per motivi economici – prosegue Morale – comprendiamo quanto sia ancora lunga la strada verso una reale equità sanitaria».
Le missioni sanitarie rappresentano tuttavia anche una straordinaria esperienza di crescita umana per chi vi prende parte. «Nei contesti di fragilità sanitaria si impara a guardare oltre la tecnologia, le procedure e i numeri. Si riscopre il valore autentico della medicina: la relazione umana. Una stretta di mano, uno sguardo rassicurante, la capacità di ascoltare possono avere un impatto enorme sulla vita delle persone. E si impara soprattutto l’umiltà. Perché spesso partiamo pensando di portare qualcosa e scopriamo invece di ricevere molto di più: lezioni di resilienza, dignità, gratitudine e speranza».
Un sentito augurio di buon lavoro ai professionisti impegnati nella missione è stato espresso dal Direttore generale dell’ASP di Ragusa, Giuseppe Drago, che sottolinea “il valore dell’iniziativa e il ruolo dei medici coinvolti, capaci di rappresentare la sanità pubblica anche come strumento di solidarietà, vicinanza e cooperazione tra i popoli”.


