La Commissione Finanze del Senato ha approvato alcune modifiche al decreto Accise che incidono sulla rottamazione quinquies, sui servizi di telemarketing e sul settore del trasporto passeggeri. Tra le novità principali c’è il rinvio dal 30 giugno al 31 luglio del termine entro cui Comuni ed enti locali potranno decidere se aderire alla definizione agevolata dei propri crediti affidati alla riscossione.
La misura amplia il tempo a disposizione degli enti per valutare l’adesione alla procedura che potrebbe riguardare anche tributi locali e sanzioni amministrative.
Rottamazione quinquies, le nuove scadenze
L’emendamento approvato in Commissione sposta al 31 luglio 2026 il termine entro cui i Comuni dovranno adottare e comunicare il provvedimento di adesione alla rottamazione quinquies. La proroga produce effetti anche sul calendario operativo dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione e sui contribuenti interessati.
La finestra per presentare la domanda di adesione verrà infatti trasferita dal periodo originariamente previsto a quello compreso tra il 16 ottobre e il 15 dicembre 2026, con possibilità di integrazione della richiesta entro la stessa data. Slitta inoltre al 31 marzo 2027 il termine per il pagamento in un’unica soluzione o della prima rata del piano rateale.
La definizione agevolata riguarda i debiti tributari e non tributari affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione da Regioni ed enti locali tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2023. Restano esclusi i carichi derivanti da condanne della Corte dei Conti.
Tra le somme che potrebbero rientrare nella sanatoria figurano l’Imu non versata, la Tari arretrata, altri tributi comunali e le sanzioni amministrative. Per le multe stradali l’agevolazione riguarda interessi e aggio, non l’importo originario della sanzione.
Telemarketing e bonus autobus
Nel corso dell’esame del decreto è arrivato anche il via libera a un credito d’imposta destinato alle imprese che operano nel trasporto passeggeri con autobus, misura pensata per compensare gli effetti dell’aumento dei costi dei carburanti.
Sul fronte della tutela dei consumatori, la Commissione ha esteso alle telecomunicazioni le limitazioni già previste per le chiamate commerciali nel settore energetico. Le comunicazioni promozionali potranno avvenire soltanto con il consenso preventivo dell’utente e attraverso numerazioni identificabili.
Non hanno invece trovato spazio, almeno per il momento, le proposte relative al ravvedimento speciale per le partite Iva che aderiranno al concordato preventivo biennale e quella che avrebbe bloccato il pignoramento dei conti correnti per i contribuenti in regola con i pagamenti delle definizioni agevolate. Entrambi gli emendamenti sono stati ritirati durante l’esame parlamentare.
La prossima tappa sarà il passaggio del provvedimento nell’Aula del Senato, dove il testo potrà essere ulteriormente modificato prima della conversione definitiva.



