Ragusa punta a rafforzare la propria presenza universitaria con nuovi corsi di laurea e un’offerta formativa più ampia. La visita del rettore dell’Università di Catania, Enrico Foti, e della prorettrice Lina Scalisi ha riaperto il confronto istituzionale con l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Peppe Cassì.
Sul tavolo il potenziamento delle sedi universitarie già attive e l’ipotesi di nuovi spazi in centro storico e a Ibla.
La visita del rettore dell’Università di Catania a Ragusa, Enrico Foti, insieme alla prorettrice Lina Scalisi, ha riportato al centro del dibattito il tema dello sviluppo accademico della città.
L’incontro con il sindaco Peppe Cassì si è concentrato sulla possibilità di ampliare l’offerta formativa già presente nel territorio ibleo, dove l’ateneo catanese è attivo con diverse sedi decentrate.
L’obiettivo condiviso è rafforzare il ruolo di Ragusa come polo universitario, sfruttando spazi urbani già disponibili e valorizzando sia il centro storico sia la zona di Ibla.
Nel corso del confronto istituzionale, il sindaco ha sottolineato il potenziale del territorio per accogliere nuove iniziative accademiche.
“Oggi la nostra città – ha dichiarato il sindaco, Peppe Cassì – è tra le sedi universitarie distaccate con più corsi di laurea, ma abbiamo spazi, ambizioni, tessuto imprenditoriale e fermento giovanile tali da consentirci di programmare un’ulteriore crescita, con nuovi percorsi di studi da insediare in Centro e a Ibla.”
Le parole del primo cittadino confermano la volontà dell’amministrazione di puntare su una strategia di medio periodo che colleghi formazione, rigenerazione urbana e sviluppo economico.
Ragusa ospita già diversi corsi universitari dell’Università di Catania, parte di una rete di poli decentrati che negli ultimi anni hanno contribuito ad avvicinare l’istruzione accademica al territorio ibleo.
Secondo i dati del Ministero dell’Università e della Ricerca, la Sicilia conta oltre 170 mila studenti universitari iscritti negli atenei dell’isola (dato MUR 2024), con una crescente pressione verso modelli diffusi sul territorio, soprattutto nelle aree provinciali.
In questo scenario, la presenza universitaria a Ragusa si inserisce in una strategia più ampia di riequilibrio dell’offerta formativa regionale, che punta a ridurre la concentrazione nelle grandi città e a rafforzare i poli periferici.
Il confronto tra Comune di Ragusa e Università si muove anche su un piano urbanistico ed economico. L’ipotesi di nuovi corsi di laurea nei quartieri storici potrebbe generare ricadute su affitti, servizi e attività commerciali.
Il centro storico e Ragusa Ibla, già interessati da flussi turistici, potrebbero assumere una funzione ancora più stabile come poli di vita studentesca, con effetti sulla domanda abitativa e sulle attività economiche locali.
Il progetto resta nella fase preliminare, ma rappresenta uno dei dossier aperti sul futuro dell’Università di Catania nel territorio ibleo.
La visita del rettore Foti e della prorettrice Scalisi segna un passaggio politico-istituzionale che rimette al centro il ruolo della formazione universitaria nello sviluppo locale.
Il confronto proseguirà nei prossimi mesi con tavoli tecnici dedicati alla fattibilità degli interventi, sia sul piano logistico sia su quello dell’offerta didattica.



