Il termine del 30 giugno 2026 segna uno snodo decisivo per le famiglie che ricevono l’Assegno unico e universale. Senza un Isee aggiornato, l’erogazione scende automaticamente al minimo previsto dalla normativa, con possibili perdite fino a diverse centinaia di euro.
La scadenza riguarda milioni di nuclei familiari già beneficiari della misura gestita da INPS, che utilizza l’Isee per modulare l’importo mensile in base alla situazione economica.
Cosa cambia senza Isee aggiornato
Dal mese di marzo 2026, in assenza di una Dichiarazione sostitutiva unica valida, l’Assegno unico viene erogato nella misura minima. Per i figli minorenni l’importo base è pari a 58,30 euro al mese, mentre per i maggiorenni fino a 21 anni si scende a 29,10 euro.
Secondo le regole applicate dall’INPS, la riduzione scatta automaticamente quando l’Isee supera 46.582,71 euro oppure quando la dichiarazione non viene presentata.
Chi aggiorna l’indicatore entro il 30 giugno può recuperare gli arretrati maturati da marzo, con un beneficio che in alcuni casi può superare i 500 euro complessivi.
Arretrati e tempi di presentazione
La finestra temporale è centrale. Le domande o gli aggiornamenti presentati tra il 1° marzo e il 30 giugno consentono di ricevere gli arretrati pieni a partire da marzo. Dopo questa data, il ricalcolo decorre dal mese successivo alla presentazione, senza recupero retroattivo completo.
Il meccanismo rende l’Isee un elemento determinante non solo per l’importo mensile, ma anche per la continuità del sostegno economico alle famiglie con figli.
Importi aggiornati e rivalutazione 2026
Nel 2026 gli importi dell’Assegno unico sono stati adeguati con una rivalutazione pari all’1,4%, in linea con l’inflazione registrata dall’Istat. Gli aggiornamenti sono stati applicati a partire da febbraio, con conguagli sulle mensilità precedenti.
L’importo massimo per ciascun figlio minorenne arriva fino a 203,8 euro mensili, mentre la soglia minima resta invariata per chi non presenta Isee o supera le soglie previste.
Domanda automatica e gestione del beneficio
Una delle novità consolidate riguarda la continuità del beneficio: per chi ha già una domanda accolta non è necessario ripresentarla ogni anno. L’erogazione prosegue automaticamente, salvo decadenza o variazioni dei requisiti.
L’Assegno unico copre figli a carico fino ai 21 anni in presenza di determinati requisiti formativi o reddituali, senza limiti di età in caso di disabilità.
La richiesta può essere gestita direttamente attraverso il portale dell’INPS oppure tramite patronati. Per approfondimenti: Inps.



