Una ricerca condotta dal Laoshan Laboratory di Qingdao, in Cina, ha identificato per la prima volta la capacità di un virus acquatico di colpire l’essere umano. Lo studio, apparso sulla prestigiosa rivista Nature Microbiology, mette in correlazione il nodavirus marino (Cmnv) con la Poh-vau, una forma di uveite anteriore virale ipertensiva finora dalle cause ignote, che può causare danni permanenti alla vista.
Il fenomeno dello spillover, ovvero il passaggio di un patogeno dagli animali all’uomo, rappresenta una delle sfide sanitarie più complesse del nostro secolo. Storicamente, gran parte di questi eventi ha riguardato mammiferi o uccelli, ma l’ambiente oceanico emerge oggi come un serbatoio virale sottovalutato. Secondo i dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, circa il 60% delle malattie infettive emergenti sono zoonosi; l’espansione del consumo globale di prodotti ittici, che ha raggiunto i 20 kg pro capite annui, aumenta esponenzialmente le occasioni di contatto con microrganismi marini precedentemente isolati.
Il salto di specie del nodavirus: dai crostacei all’occhio umano
Gli scienziati cinesi hanno confermato “l’infezione da nodavirus nei tessuti oculari e la sieroconversione in 70 pazienti affetti da Poh-vau”. Si tratta di una scoperta significativa, poiché il Covert Mortality Nodavirus era ritenuto un agente patogeno esclusivo di pesci e invertebrati come gamberetti e crostacei. L’analisi condotta dal team di ricerca ha rilevato che nel 71,4% dei casi esaminati, i pazienti avevano gestito animali acquatici senza protezione o consumato pesce crudo.
L’infezione si manifesta con una sintomatologia insidiosa, simile a quella del glaucoma, caratterizzata da un aumento della pressione intraoculare e infiammazioni gravi. In laboratorio, il virus ha dimostrato di poter infettare cellule di mammiferi e di provocare lesioni oculari nei modelli animali, confermando una pericolosa versatilità biologica.
Le preoccupazioni della comunità scientifica e il parere di Bassetti
L’infettivologo Matteo Bassetti su Sky Tg24ha commentato con preoccupazione i risultati, definendo la situazione un nuovo fronte per la salute pubblica. Secondo l’esperto, il virus presenta un’adattabilità che ha sorpreso i ricercatori, riuscendo a colpire specie estremamente diverse tra loro.
“Si pensava che l’agente patogeno, noto come Covert Mortality Nodavirus (Cmnv), infettasse solo invertebrati e pesci”, ha osservato Bassetti, aggiungendo che “è allarmante constatare che il virus presenta un’ampia gamma di ospiti, infettando invertebrati, pesci e dimensioni, un livello di adattabilità che ha sbalordito la comunità scientifica”. La trasmissione “sembra essere principalmente legata alla manipolazione o al consumo di frutti di mare crudi”, rendendo necessario un monitoraggio più stretto sulle filiere alimentari e sulle attività lavorative a contatto con gli ecosistemi marini.



