La I Commissione Affari Istituzionali dell’Assemblea Regionale Siciliana affronterà martedì 14 aprile, alle ore 10:30, il nodo cruciale della stabilizzazione lavoratori ASU. L’audizione, presieduta dall’On. Ignazio Abbate, punta a definire il percorso occupazionale per oltre 800 professionisti impiegati tra Enti Locali, Beni Culturali e privato sociale.
La questione dei lavoratori impegnati in Attività Socialmente Utili rappresenta una delle ferite più profonde del mercato del lavoro nell’isola. In Sicilia, il bacino dei precari storici ha raggiunto picchi di 15.000 unità nei decenni passati, venendo progressivamente ridotto attraverso processi di stabilizzazione parziali. Tuttavia, l’attuale normativa nazionale e i limiti imposti dal Piano Integrato di Attività e Organizzazione (PIAO) continuano a rappresentare un ostacolo burocratico per quel restante 20% di personale che attende ancora un contratto a tempo indeterminato.
Il piano per il superamento del precariato e la proroga dei termini
Al centro del dibattito parlamentare vi è l’emendamento al DDL n. 1082/A, che propone di spostare la scadenza per le assunzioni dal prossimo 30 giugno al 31 dicembre 2027. Questa misura intende proteggere i lavoratori dai ritardi amministrativi di quegli enti che non hanno ancora avviato le procedure di inquadramento, garantendo al contempo la continuità di servizi pubblici essenziali.
“Siamo di fronte a lavoratori che svolgono servizi essenziali per le nostre comunità – dichiara l’On. Ignazio Abbate –. Molti enti locali, pur avendo la volontà di stabilizzare, si scontrano quotidianamente con criticità burocratiche e contabili. La nostra priorità resta il superamento definitivo del precariato attraverso la proroga dei termini di assunzione al 31 dicembre 2027 rispetto alla data attuale del prossimo 30 giugno”.
Il confronto tecnico vedrà la partecipazione di figure chiave, tra cui il Presidente della Regione Renato Schifani, il Dirigente Generale del Dipartimento Lavoro Ettore Foti, il presidente di ANCI Sicilia Paolo Amenta e i rappresentanti regionali di CGIL, CISL e UIL. La presenza dell’Anci risulta fondamentale, poiché i comuni siciliani, spesso in condizioni di dissesto o pre-dissesto finanziario, necessitano di deroghe nazionali per procedere alle assunzioni senza violare i tetti di spesa.
Verso la dignità lavorativa: il nodo della norma nazionale
L’obiettivo politico è duplice: garantire la permanenza nel bacino senza oneri aggiuntivi per la Regione e ottenere dal governo centrale la possibilità di agire in deroga ai limiti ordinari. Senza un intervento coordinato tra Palermo e Roma, il rischio è che la decennale incertezza dei lavoratori ASU continui a gravare sull’efficienza degli uffici pubblici dell’isola.
“Non permetteremo che ritardi amministrativi degli Enti che ad oggi non hanno neanche iniziato l’iter di stabilizzazione, ricadano sulla pelle delle famiglie”, conclude Abbate. L’impegno della commissione è rivolto ad assicurare che l’attività prestata da questo personale continui a essere una risorsa preziosa per i comuni, ponendo fine a un’era di incertezza che dura da quasi trent’anni.



