Indice dei contenuti
- Cosa cambia dal 7 aprile 2026
- La Legge n. 34/2026
- Le nuove regole: l’informativa sulla sicurezza
- Sanzioni: arresto e ammende
- Contenuto obbligatorio dell’informativa
- Chi è soggetto all’obbligo
- Doveri del lavoratore agile
- Come adeguarsi subito
- Approfondimento normativo
- FAQ
- Conclusione
Cosa cambia dal 7 aprile 2026
Dal 7 aprile 2026 diventano operative nuove disposizioni che rendono obbligatoria la consegna dell’informativa sulla sicurezza ai lavoratori in smart working. L’obbligo esisteva già, ma ora è collegato a sanzioni penali. La norma è immediatamente applicabile e non prevede periodi di transizione.
La Legge n. 34/2026
Le novità derivano dalla Legge 11 marzo 2026 n. 34, approvata definitivamente il 4 marzo e pubblicata il 23 marzo. Pur essendo parte della legge annuale per le PMI, le disposizioni riguardano tutte le imprese che utilizzano il lavoro agile. L’applicazione è immediata e non richiede ulteriori decreti.
Per un quadro istituzionale completo, è possibile consultare la documentazione ufficiale del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, che pubblica aggiornamenti, circolari e linee guida sul lavoro agile e sulla sicurezza.
Le nuove regole: l’informativa sulla sicurezza
La modifica più rilevante consiste nell’inserimento dell’obbligo di informativa nel D.Lgs. 81/2008 tramite il nuovo comma 7‑bis dell’articolo 3. L’obbligo riguarda tutte le attività svolte in luoghi non sotto la disponibilità giuridica del datore di lavoro, come abitazioni private o coworking. L’informativa diventa lo strumento attraverso cui l’azienda trasferisce al lavoratore conoscenze sui rischi e sulle misure di prevenzione.
Sanzioni: arresto e ammende
La mancata consegna dell’informativa è ora punita ai sensi dell’articolo 55, comma 5, lettera c) del D.Lgs. 81/2008. Le sanzioni previste sono l’arresto da due a quattro mesi oppure un’ammenda da 1.708,61 a 7.403,96 euro. La violazione è punibile anche in assenza di infortuni.
Contenuto obbligatorio dell’informativa
Il documento deve essere consegnato almeno una volta all’anno al lavoratore e al RLS. Deve includere:
- rischi generali dell’attività
- rischi specifici legati alla modalità agile
- rischi connessi all’uso dei videoterminali
- indicazioni su postura, organizzazione della postazione e utilizzo delle attrezzature
Il datore di lavoro deve inoltre valutare le condizioni operative, fornire strumenti adeguati, verificare eventuali attrezzature personali e garantire la formazione necessaria. È essenziale conservare la prova della consegna tramite firma, PEC o raccomandata.
Chi è soggetto all’obbligo
L’obbligo riguarda tutte le imprese, indipendentemente dalle dimensioni. Sono coinvolte sia le grandi aziende sia le realtà con pochi lavoratori agili.
Doveri del lavoratore agile
Il dipendente deve attenersi alle indicazioni contenute nell’informativa e collaborare all’attuazione delle misure di prevenzione. Se rispetta le istruzioni e subisce un danno, l’infortunio può essere equiparato a quello avvenuto in azienda. L’impresa non è tenuta a verificare o mettere a norma l’abitazione del lavoratore.
Come adeguarsi subito
Per essere conformi alla nuova disciplina è necessario:
- predisporre l’informativa completa
- consegnarla ai lavoratori e al RLS con prova documentale
- aggiornarla annualmente
- verificare la sicurezza delle attrezzature
- formare il personale
- attivare la sorveglianza sanitaria quando prevista
Modelli standard possono essere utili come riferimento, ma devono essere adattati alla realtà aziendale.
Approfondimento normativo
Prima del 7 aprile 2026 l’obbligo esisteva ma non era sanzionabile. Dal 7 aprile l’omissione è punita penalmente. L’applicazione è immediata e riguarda tutti i datori di lavoro che utilizzano il lavoro agile.
Per gli aspetti legati alla prevenzione degli infortuni e alla tutela assicurativa dei lavoratori che operano da remoto, è possibile fare riferimento anche alle risorse ufficiali dell’ INAIL, che pubblica schede tecniche, approfondimenti e indicazioni operative sulla sicurezza.
FAQ
Cosa cambia dal 7 aprile 2026?
L’obbligo di consegnare l’informativa sulla sicurezza diventa sanzionabile penalmente.
Quali sono le sanzioni?
Arresto da due a quattro mesi o ammenda da 1.708,61 a 7.403,96 euro.
L’obbligo è nuovo?
No, ma ora è inserito nel Testo Unico sulla Sicurezza con sanzioni specifiche.
Ogni quanto va aggiornata l’informativa?
Almeno una volta all’anno.
Si applica solo alle PMI?
No, riguarda tutte le imprese.
Cosa deve fare il lavoratore?
Rispettare le indicazioni e collaborare alle misure di prevenzione.
Quando bisogna adeguarsi?
Immediatamente.
Conclusione
Le nuove regole rendono l’informativa sulla sicurezza un elemento centrale nella gestione dello smart working. Per evitare sanzioni penali e tutelare lavoratori e azienda, è necessario predisporre e consegnare il documento in modo corretto e tracciabile. Affidarsi a un professionista della sicurezza può ridurre il rischio di errori e garantire conformità alla normativa.



