Pace fiscale al tramonto: calano gli incassi della rottamazione
Il fisco italiano fa i conti con un paradosso. Nonostante le continue finestre di agevolazione, i contribuenti faticano a onorare i debiti con l’Erario. Gli incassi derivanti dalla “pace fiscale” registrano infatti una flessione costante. Nel solo 2025, il recupero si è fermato a 2,7 miliardi di euro. Si tratta di una perdita secca di 500 milioni rispetto all’anno precedente.
Il fallimento delle stime e il peso della decadenza
Il divario tra le previsioni e la realtà appare abissale. La Corte dei Conti aveva stimato per la “Rottamazione quater” un gettito potenziale di quasi 53 miliardi di euro. Tuttavia, i dati reali raccontano una storia diversa. Molti cittadini aderiscono alla definizione agevolata ma abbandonano il percorso dopo le prime rate. Le entrate straordinarie sono crollate di un miliardo e mezzo nell’ultimo biennio. Questo fenomeno conferma come lo strumento sia diventato accessibile a una platea sempre più ristretta di contribuenti.
L’Agenzia delle Entrate Riscossione ha recuperato complessivamente 16,8 miliardi di euro. In questo quadro, il peso delle rottamazioni resta rilevante (4,5 miliardi), ma fragile. La difficoltà nel mantenere i pagamenti costanti mina la stabilità del sistema. Molti contribuenti decadono dal beneficio per l’impossibilità di far fronte alle scadenze trimestrali. Il fisco si trova quindi a gestire un bacino di entrate che continua a restringersi inesorabilmente.
Le novità della Manovra 2026 e la linea dura di Leo
Il Governo tenta ora la carta della “Rottamazione quinquies” inserita nella Manovra 2026. La nuova strategia punta su una rateizzazione più lunga, estesa fino a 9 anni. Cambiano però le regole del gioco. I pagamenti diventeranno bimestrali e sparirà il canonico periodo di tolleranza di cinque giorni. Inoltre, la decadenza scatterà solo dopo due mancati pagamenti, a differenza della disciplina precedente molto più rigida.
Il viceministro dell’Economia, Maurizio Leo, ha però chiarito che questa sarà l’ultima chiamata. “Abbiamo già fatto tutto”, ha dichiarato a margine del vertice alla Sala della Regina. Secondo il Ministero dell’Economia e delle Finanze, non sono previste ulteriori stagioni di sanatorie. Il rischio è che anche la nuova versione naufraghi sotto il peso di scadenze troppo serrate. Per approfondire le norme sulla riscossione, è possibile consultare il portale della Gazzetta Ufficiale. Maggiori dettagli sulle statistiche fiscali sono disponibili sul sito dell’ Agenzia delle Entrate.




