Il mese di marzo 2026 segna il vero spartiacque per l’Assegno Unico e Universale. Se i primi due mesi dell’anno sono stati gestiti dall’INPS in regime “provvisorio” (erogando somme basate sui dati del 2025), da questo momento entrano pienamente a regime le nuove tabelle e i parametri ISEE aggiornati.
Per molte famiglie, il bonifico in arrivo non sarà una semplice mensilità ordinaria, ma il risultato di un complesso ricalcolo che tiene conto dell’inflazione e delle recenti modifiche normative.
Il calendario: quando arrivano i pagamenti?
Nonostante le rivoluzioni negli importi, le date di accredito restano ancorate alla programmazione standard dell’Istituto. Secondo il calendario ufficiale, la finestra dei pagamenti per chi non ha subito variazioni nel nucleo familiare è fissata per:
- Giovedì 19 marzo 2026
- Venerdì 20 marzo 2026
Importi 2026: tra rivalutazione e nuovi tetti ISEE
La prima grande novità riguarda l’adeguamento al costo della vita. Grazie alla rivalutazione annuale, gli importi sono stati ritoccati verso l’alto:
- Importo Massimo: Sale a 203,80 euro per figlio (per ISEE fino a 17.468,51 euro).
- Importo Minimo: Si attesta poco sopra i 58 euro (per ISEE oltre i 46.582,71 euro o per chi non ha presentato la DSU).
Il rischio “taglio”: Chi non ha ancora provveduto al rinnovo dell’ISEE 2026 vedrà scivolare il proprio assegno verso la quota minima. Tuttavia, c’è tempo fino al 30 giugno per regolarizzare la posizione e recuperare gli arretrati.
La rivoluzione ISEE: cosa cambia nel calcolo
A marzo debuttano anche le modifiche strutturali all’indicatore della situazione economica. Il Governo ha introdotto correttivi pesanti che influenzano direttamente l’Assegno Unico:
- Nuove scale di equivalenza: Parametri rivisti per premiare maggiormente le famiglie numerose.
- Detrazione casa più pesante: Il valore dell’abitazione principale incide ora in misura minore nel calcolo finale, permettendo a molte famiglie di restare in fasce ISEE più basse e, di conseguenza, ottenere un assegno più alto.
- Conguagli automatici: Proprio a causa di queste “correzioni” tecniche applicate in ritardo sulla piattaforma INPS, molti beneficiari riceveranno a marzo gli arretrati di gennaio e febbraio, compensando quanto non ricevuto nei mesi precedenti.
Cosa controllare nel fascicolo previdenziale
È possibile che l’importo di marzo risulti diverso dal solito. Questo accade perché l’INPS sta allineando le somme erogate nei mesi scorsi al nuovo valore dell’ISEE 2026. Se l’indicatore è sceso rispetto al passato, si riceverà un conguaglio a credito; viceversa, se la situazione reddituale è migliorata, l’INPS potrebbe trattenere le somme erogate in eccesso nei mesi precedenti (conguaglio a debito).




