A oltre sessanta giorni dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della Legge di Bilancio 2026 (L. 199/2025), la Rottamazione quinquies resta un’incognita per quanto riguarda la fiscalità locale. Nonostante il provvedimento offra agli enti territoriali la facoltà di rottamare sanzioni su tributi e multe di propria competenza, circa il 90% dei Comuni e la totalità delle Regioni sembrano essersi trincerati dietro un silenzio assordante.
Scadenze ignorate e casse in sofferenza
Il termine di 60 giorni concesso a Regioni, Province e Comuni per deliberare l’adesione alla definizione agevolata è ormai agli sgoccioli o già spirato per molti. Il fatto che pochissime amministrazioni abbiano portato il tema nei rispettivi Consigli suggerisce una realtà amara: la condizione delle casse comunali e regionali sarebbe talmente precaria da impedire anche solo l’ipotesi di rinunciare a sanzioni e interessi, a discapito dei cittadini in difficoltà.
Questa inerzia accentua la distanza, ormai siderale, tra le istituzioni e il tessuto produttivo. Imprese e famiglie, già soffocate dalla burocrazia, si trovano davanti a un sistema pubblico che appare sempre più disfunzionale e sordo alle reali sofferenze economiche del territorio.
Una “rottamazione di facciata”? Il nodo delle date
Le critiche alla Quinquies non risparmiano nemmeno il legislatore nazionale. Sebbene il raggio d’azione sia stato esteso rispetto alla precedente “Quater” (che si fermava ai carichi del giugno 2022), la nuova scadenza fissata al 31 dicembre 2023 appare a molti come un’occasione mancata.
Molti osservatori definiscono l’operazione un intervento di facciata per diversi motivi:
- Il buco del post-Covid: La maggior parte delle cartelle iscritte a ruolo dopo il 2023 riguarda proprio i mancati pagamenti del periodo 2020-2023. Gran parte di questi debiti è stata affidata all’agente della riscossione solo a partire da gennaio 2024, restando quindi fuori dal beneficio.
- Promesse disattese: Si era parlato a lungo di estendere la sanatoria almeno fino al 30 giugno 2024, una soglia che avrebbe dato un aiuto reale a chi è rimasto indietro durante la crisi pandemica.
- Costi vs Benefici: L’apertura di una finestra così ristretta ha comportato sforzi organizzativi enormi per l’Agenzia delle Entrate-Riscossione, a fronte di un aiuto che molti giudicano insufficiente.
Tra bolli auto e IMU: il destino incerto dei tributi locali
Mentre lo Stato centrale procede con i propri carichi, i tributi gestiti da enti locali e Camere di Commercio — come IMU, TARI e bollo auto — restano in un limbo. Salvo pochi “comuni virtuosi” che hanno scelto di venire incontro ai propri residenti, la politica locale sembra ignorare il “travaglio fiscale” di pensionati e partite IVA, sempre più poveri e schiacciati da un apparato pubblico inefficiente.
Resta solo qualche giorno per capire se, in un sussulto di consapevolezza, gli enti locali decideranno di recepire i dettami della Legge di Bilancio. Il rischio, altrimenti, è che la Rottamazione-quinquies resti una misura monca, capace di sanare le pendenze con lo Stato ma non quelle, altrettanto pesanti, con il proprio territorio.




