C’è tempo fino al 2 marzo per cogliere l’opportunità offerta dalla riapertura dei termini per il bonus giovani imprenditori. La misura, introdotta dal Decreto Coesione, punta a sostenere l’autoimprenditorialità dei professionisti e dei piccoli imprenditori che investono in settori chiave per il futuro del Paese.
Il contributo consiste in un assegno mensile di 500 euro per tre anni, raggiungendo un tetto massimo di 18.000 euro. La vera novità della riapertura è l’inclusione esplicita dei nuovi liberi professionisti, precedentemente rimasti ai margini della misura.
I requisiti: chi può accedere al fondo?
Il bonus non è un sussidio a pioggia, ma un incentivo mirato. Per partecipare, il richiedente deve:
- Età: Avere meno di 35 anni.
- Stato civile/lavorativo: Essere risultato disoccupato prima dell’avvio della Partita IVA.
- Tempistiche: Aver aperto l’attività tra il 1° luglio 2024 e il 31 dicembre 2025.
- Settore strategico: Operare in ambiti legati alla transizione ecologica, digitale o tecnologica.
Spese ammissibili e rendicontazione
Il fondo è destinato a coprire i costi di avviamento e gestione. Sebbene non esista una lista chiusa, le somme possono essere impiegate per:
- Canoni di locazione e utenze della sede lavorativa.
- Licenze software e strumenti tecnologici.
- Consulenze professionali e materiali di produzione.
Attenzione: Il contributo, erogato dall’INPS annualmente in modo anticipato, richiede una documentazione rigorosa. Il Ministero del Lavoro si riserva il diritto di effettuare ispezioni in loco per verificare che i fondi siano stati effettivamente spesi secondo il piano aziendale dichiarato.
Mappa dei settori: dall’industria alla cultura (ATECO 2025)
Con l’aggiornamento alla classificazione ATECO 2025, l’INPS ha ampliato la gamma dei codici ammessi. Ecco le macro-aree coinvolte:
- Manifattura e Artigianato: Alimentare, tessile, chimica, siderurgia ed elettronica.
- Energia e Ambiente: Gestione rifiuti, risanamento ambientale e fornitura energetica.
- Edilizia e Logistica: Costruzioni specializzate, ingegneria civile e trasporti.
- Innovazione e Servizi: Produzione software, ricerca scientifica, consulenza informatica e legale.
- Welfare e Cultura: Istruzione, sanità, assistenza sociale, cinema e attività creative.
Non solo Bonus 500 euro: le alternative per le startup
Per chi punta ancora più in alto, esistono strumenti complementari come Smart&Start Italia. Gestito da Invitalia, questo incentivo si rivolge alle startup innovative ad alto contenuto tecnologico con meno di 5 anni di vita.
- L’offerta: Finanziamenti a tasso zero fino all’80% delle spese (90% per donne, giovani under 36 o ricercatori rientrati dall’estero).
- Bonus Sud: Per chi opera nel Mezzogiorno è previsto un contributo a fondo perduto del 30%.




